Benevento, Gori: "Pronto a un nuovo capitolo della mia vita"

L'ex estremo difensore, ora preparatore dei portieri: "Tutti i tifosi sono nel mio cuore"

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Benevento.  

Oltre venti anni di carriera, più di quattrocento presenze tra i professionisti e ben dieci promozioni di cui quattro con il Benevento. Il calciatore più vincente della storia calcistica sannita ha smesso di giocare a calcio. Ghigo Gori è pronto a scrivere un nuovo capitolo della sua vita e avrà modo di farlo sin da subito come preparatore dei portieri della Strega. 

Ghigo, per voi calciatori non è mai facile lasciare il calcio giocato dopo una lunga carriera. Come stai vivendo questo momento? 

“Con la massima serenità. Purtroppo, nella vita tutto ha un inizio e una fine. Della mia carriera non ho rimpianti. Forse avrei potuto puntare a qualcosa di più in alto, ma va bene così”. 

A cosa ti riferisci?

“Ho fatto molta serie C, giocando sempre con squadre che ambivano a vincere il campionato. Torno sempre sullo stesso argomento: con la vittoria in quella finale del 2009 con il Crotone sarebbe stato tutto molto diverso. Il calcio è questo”. 

È stato il momento più brutto? 

“Certamente. La promozione mi avrebbe permesso di vivere uno snodo importante, andando in serie B all’età giusta. Poi dopo sarebbe stato tutto più semplice”. 

Quella serie B sembrava una maledizione… 

“Era diventata il mio cruccio. Non riuscivo a capire del perché lontano da Benevento riuscivo ad andarci, mentre qui fallivamo sempre l’obiettivo. Ho vinto dieci campionati, ma la promozione più importante è stata quella ottenuta nel 2016. Un’apoteosi. Per carità, arrivare in serie A è l’aspirazione di tutti, ma quel successo portava con sé tanti anni di sacrifici e delusioni”. 

Sei arrivato nel 2006, all’inizio dell’era Vigorito. Oggi quanto è cambiata la realtà di Benevento? 

“È cambiata abbastanza. Quella di Benevento è stata sempre una grande piazza, poi negli anni è cresciuta tantissimo. La sua fame di calcio l’ha sempre mantenuta”. 

Tanti rigori parati e miracoli tra i pali. C’è un gesto che ricordi in maniera particolare? 

“Ne sono tanti. Ricordo l’intervento nei play off con il Foggia che fece nascere il coro “Ghigo Gori Batman”. Come non dimenticare il rigore parato allo Zaccheria o le parate con il Catania”. 

Cosa è successo nello scorso campionato di serie A? 

“Ci siamo un po’ spenti nella seconda parte di campionato, quando tutto sembrava più facile. Pensavamo che la strada fosse in discesa dopo l’ottimo girone d’andata, ma ci sbagliavamo”. 

La piazza ha mostrato il suo amore per te anche in occasione della trasferta di Torino…

“È stata una scelta societaria che ho accettato serenamente. Adesso è un capitolo chiuso. Le testimonianze d’affetto dei tifosi sono state incredibili. Si sono rivelati ancora una volta strepitosi nei miei confronti. Forse è stato anche molto più piacevole del possibile esordio, aiutandomi a voltare pagina”. 

E adesso sei il nuovo preparatore dei portieri…

“Per me è un mondo diverso rispetto al calcio giocato. Sto effettuando molte telefonate per informarmi al meglio, in modo da affrontare bene questo nuovo ruolo che mi affascina tantissimo. La società mi ha dato una grandissima opportunità e la ringrazio”. 

Hai conosciuto Caserta?

“Certamente. È una gran bella persona. Mi è sembrato sin da subito molto forte caratterialmente. È ciò che ci voleva per ripartire”. 

C’è qualche tuo vecchio preparatore da cui attingerai qualcosa in più rispetto ad altri?

“Ne ho avuti tanti nel corso della mia carriera. Tutti mi hanno dato molto e da ognuno di loro ho avuto il piacere e la fortuna di imparare qualcosa”. 

C’è già una certezza: lavorerai con Manfredini. 

“E’ un bravissimo ragazzo, già impostato molto bene. Lo conosco benissimo e onestamente si dovrà lavorare poco con lui perché è già un ottimo portiere”. 

Cosa ne pensi di Paleari? 

“Ho letto le notizie sui giornali, ma non c’è nulla di ufficiale. È sicuramente un buon profilo. A Cittadella ha fatto benissimo e nella scorsa stagione ha sposato il progetto del Genoa. Si tratta di un portiere di spessore”. 

Che serie B sarà?

“Un campionato forte, probabilmente anche di più rispetto agli anni scorsi. Ci sarà un tasso tecnico altissimo. Bisognerà lavorare sodo e stare sempre sul pezzo per cercare di fare bene”.

Un messaggio finale ai tifosi del Benevento?

“Giocare con la maglia giallorossa è stato bellissimo. Sono stati anni stupendi, ma adesso si apre un nuovo capitolo. Di sicuro non dimenticherò mai l’emozione grandissima di giocare sotto la Curva Sud. I cori dei tifosi mi mancheranno tantissimo, così come già è stato nell’ultimo anno per via delle porte chiuse. Porterò sempre con me l’affetto di tutti”.