Scommettiamo? Ilias Koutsoupias sarà l'incubo di ogni telecronista. Lui, che è nato nell'isola di Creta il 10 maggio del 2001, ci scherza su e dice che in fondo il suo cognome è facile da pronunciare perchè si legge così come è scritto. Tutto sta a farci l'abitudine e ad imparare quel cognome che di primo acchito sembra impronunciabile. Lui, intanto, parla l'italiano meglio di uno che nel “Bel Paese” c'è nato. “Merito del convitto di Chiavari”, spiega. Ci arrivò che aveva 16 anni, molti suoi compagni erano del posto e per lui fu facile diventare padrone della nuova lingua. Culture simili in fondo: “Com'è che si dice? Una faccia, una razza. Vivo in Italia da più di 5 anni e ci sono tante similitudini: i ritmi di vita, il cibo, la quotidianità. Tranne il mare. Quello è più bello da noi, dai...”.
IL SANNIO NEL DESTINO. A farlo esordire in serie B dopo le giovanili nell'Entella e quelle più significative a Bologna, dove vinse anche un turneo di Viareggio nel 2019, fu Bruno Tedino, sannita di Foglianise, tapiantato in Friuli. I tempi delle giovanili li ricorda con piacere: “Chiavari tappa formativa” e le coodinate della città finiscono tatuate sul braccio, insieme a quella massima di Socrate che insegnano al Classico “Gnoti seauton” (da scrivere in caratteri greci, ovviamente), ovvero “Conosci te stesso”. “Mi sono sempre piaciute la storia antica, la mitologia, le battaglie, gli eroi del passato”, dice, sottolineando che la madre lo avrebbe voluto avvocato, ma sua papà che in gioventù ha giocato al calcio nell'Ofi Creta, se lo portava con sé e gli metteva la sfera di cuio davanti ai piedi per vedere come calciava. “Quando sono arrivato a Chiavari ho fatto due-tre provini, il primo giorno con Zaniolo e Dany Mota, al terzo mi avevano già preso”.
RUOLO. Quest'anno ha giocato in uno dei centrocampi più forti della B, insieme ai vari Palumbo, Proietti e Defendi: è capace di abbinare rapidità e qualità ad un temperamento molto forte per un ragazzo della sua età. Ha assommato 22 presenze con le Fere (16 da titolare), saltando 7 partite in avvio per una distorsione ad una caviglia. Un gol al suo attivo contro il Cosenza. Dicono che sia bravo ad impostare il gioco, ma anche ad inserirsi nell'area di rigore avversaria: qualcuno lo ha avvicinato a Claudio Marchisio, anche se lui andava pazzo per Ronaldinho di cui avrebbe voluto il numero 8, trasformato in 80 per ragioni logistiche (era già stato assegnato) ed ha conosciuto prima di venire in Italia Gennaro Gattuso da cui è rimasto folgorato: “Allenava l'Ofi Creta nel 2014 e io ero nell'Under 15. Gli piaceva vedere tutti gli allenamenti delle govanili e portare di tanto in tanto qualcuno di noi in prima squadra. A me capitò più di una volta e in qualche occasione ci ho anche parlato”.
LA SPAL. Prima della conclusione dellatrattativa con il Benevento c'era la Spal di Tacopina che lo voleva fortemente. Lui in Grecia si è goduto il mare e si è allenato col pugilato, la sua seconda passione. Ora ha due obiettivi che vuole cogliere dopo aver esordito nella Nazionale Under 21: “Arrivare nella Grecia dei grandi”. L'altro è quello di esordire nella serie A italiana. Dipenderà dalle sue prestazioni, che quest'anno lo vedranno in giallorosso. In fondo, alle falde della Dormiente tutti hanno le sue stesse ambizioni.
Nella foto Ilias con la Coppa Carnevale di Viareggio conquistata nel 2019 nelle file del Bologna
