I numeri non mentono mai. Ormai sembra sempre più difficile farne a meno nel calcio moderno, che viviseziona ogni partita come un esercizio di matematica. Nella partita di venerdì sera molti hanno esaltato la prova del Picerno. Non che la squadra lucana abbia giocato male, tutt'altro, ma, diciamolo senza tema di smentita, in Italia tutti sanno difendersi ad oltranza. Quello che è più difficile è contrattaccare.
Stringere i varchi, chiudere gli spazi, fare densità nella propria area: sono in tante le squadre che, ben messe fisicamente, reggono l'urto anche con le compagini più forti. E il Picerno non ha fatto altro che difendersi. Direte: cosa avrebbe dovuto fare in casa della capolista? Tutto vero, ma questo fa intendere che di partite così se ne vedranno ancora tante altre e ci sarà sempre da soffrire. Anche quando i numeri indicheranno un dominio incontrastato di una delle due contendenti.
Possesso palla: due terzi per il Benevento
Partiamo dal più classico dei dati, il possesso palla. 67 per cento a favore del Benevento, appena il 33 per i ragazzi di Bertotto.
Tiri verso la porta avversaria. Qui il divario si dilata ancora di più: sono 19 quelli scagliati dal Benevento contro i 3 del Picerno. Suddivisi si leggono così: 7 a 2 per il Benevento nel perimetro della porta, 12 a 1 fuori dallo specchio. I corner? 12 a 2 per la strega. Chiudiamo con gli xG, ovvero l'indice di pericolosità: 2.59 per il Benevento, appena 0.59 per il Picerno. Chi vorrebbe far intendere che la vittoria della squadra giallorossa non sia stata legittima è bello e servito.
Nella foto di Taddeo la traversa colpita di testa da Ciccio Salvemini
