A tenere banco c'è ovviamente la questione posta dal Casms che potrebbe vietare la trasferta ai tifosi catanesi, ma il clou appartiene sempre alle due squadre che si affronteranno al Vigorito provando a dirimere definitivamente la questione primato.
Appare evidente che il Benevento abbia una sorta di match point per chiudere i conti: una vittoria porterebbe i giallorossi a +10 sui rivali siciliani e probabilmente porrebbe la parola fine sulla lotta al vertice. Il vantaggio sarebbe una garanzia anche se ci dovessero essere delle sorprese da altre due situazioni incresciose, quelle che vedono coinvolte le altre due società siciliane, Trapani e Siracusa. Gli aretusei sembrano convinti di finire almeno la stagione, in quanto alla società del presidente Antonini, sembra tutto scritto nelle stelle. Ieri sono arrivate le motivazioni della sentenza sul ricorso avverso i 7 punti, avanzato dalla società granata e respinto con una marea di pesanti motivazioni dai giudici. Sul futuro del Trapani rimane un dubbio forte: terminerà questo campionato? Ricordiamo che un'eventuale esclusione prematura dalla competizione comporterebbe la cancellazione di tutte le partite disputate finora e il Benevento si ritroverebbe a perdere due punti rispetto al Catania (entrambe hanno giocato sia all'andata che al ritorno, i giallorossi hanno ottenuto 6 punti, gli etnei 4: ergo, all'atto pratico ne guadagnerebbero due sul Benevento nel computo generale).
La scelta degli undici di partenza
Ma l'attenzione di tutti è rivolta alla sfida di domani sera al Vigorito. Toscano spera di riavere disponibile il suo capitano Di Tacchio, che sta meglio, ma non è ancora al massimo. Nel centrocampo a due potrebbe prendere subito il posto di Di Noia, che non ha destato una buona impressione neanche a Salerno. Difficile che l'undici iniziale sia tanto diverso da quello che ha giocato all'Arechi, anche se per provare a vincere il tecnico catanese potrebbe schierare subito Caturano al centro dell'attacco al posto dello sgusciante Rolfini.
Anche Floro Flores sta provando a trarre le conclusioni che gli servono per schierare l'undici di partenza. Un paio di dubbi sono legittimi, anche in considerazione dello sforzo fisico delle tre partite in sette giorni. Davanti è sempre d'attualità la scelta dell'attaccante centrale: Salvemini, strutturato e avviato verso la migliore condizione, o Mignani, scattante e pragmatico al massimo? Uno dei due farà coppia con Tumminello, che nella linea degli attaccanti appare quello inamovibile. Non è escluso che ci possa essere una “staffetta” e che entrambi possano trovare il loro spazio sul terreno di gioco. A sinistra riconferma per Della Morte, anche se non è dispiaciuto Celia, mancino naturale e smaliziato al punto giusto per queste partite di grande spessore.
