Benevento a porte aperte: i più giovani reclamano un posto

Sono quelli più in palla e più determinati, oltre che ricchi di qualità

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Benevento.  

La seduta a porte aperte di metà settimana torna ad essere per pochi intimi. D'altro canto la giornata lavorativa non aiuta e tanti non possono permettersi neanche una visita di sfuggita all'allenamento dei giallorossi all'Imbriani. 

L'allenamento non è tanto dissimile da quelli precedenti, i giocatori hanno tolto la medaglia del vincitore che Marani gli aveva messo al collo e sono tornati a darsi battaglia anche solo per una partitella in famiglia. Del resto la voglia di giocare è sempre la stessa, anche dopo una vittoria così prestigiosa e bella come quella del campionato più difficile d'Italia.

C'è da preparare la sfida col Giugliano, squadra in piena bagarre play out. Di Napoli ha già annunciato una partita di sofferenza e sacrificio, perchè i napoletani vorrebbero evitare quello spareggio che oggi li opporrebbe al Foggia. Per farlo devono distanziare i satanelli di 9 punti (oggi sono 8 con i giuglianesi a 35 e i pugliesi a 27) ma non sarà semplice dovendo affrontare domenica il Benevento e all'ultima giornata la Casertana al Pinto.

La squadra giallorossa non ha pressioni particolari, non vuole neanche pensare agli avversari da affrontare e ai loro problemi. Floro ha assistito come al solito con grande attenzione alla partitella finale (non giocata da tutti) in cui come sempre si sono elevati su tutti i più giovani che hanno una voglia matta di farsi notare e giocare. A cominciare da Romano, che è cresciuto davvero tanto e forse un posticino in squadra lo meriterebbe. Per andare al solito Carfora, che deve uniformare le performances degli allenamenti alle partite di campionato. Per finire ai ragazzini Del Gaudio e Giugliano, che hanno colpi incredibili, e al “debuttante” Matteo Donatiello, che mostra le sembianze di un veterano, costruisce con sagacia e intelligenza tattica e va anche a segno nella partitella.

Il resto della squadra sono i “soliti noti”: da Salvemini, che buca più volte la rete avversaria, a Mignani, fino a Lamesta, che ha ancora nelle gambe lo sprint dei momenti migliori. C'è di nuovo Prisco in mezzo al campo, riabiliutato dopo il turno di squalifica.

Per la cronaca nella partitina finale c'è una gran rimonta da parte della squadra con la pettorina gialla (Mignani, Carfora, Borghini, Romano e compagnia) su quella in maglia rossa (Salvemini, Lamesta, Manconi, Scognamillo). Il bottino della scommessa era una... crostata. Rigorosamente al cioccolato, come ha chiesto alla fine Floro Flores. Pagherà la squadra in maglia rossa.

La squadra sta bene (in attesa di poter riavere il suo capitano Maita) e non ha alcuna voglia di deporre le armi. Mancano due partite di campionato e sono da onorare entrambe.

Poi la suggestione della “Supercoppa”, il piacere di confrontarsi con le squadre vincitrici degli altri due gironi e di ribadire una leadership che tutti hanno riconosciuto da parte del raggruppamento meridionale rispetto agli altri due. Basta aspettare maggio per capire se era davvero così.