Meraviglioso Benevento. Conquista anche la Supercoppa e chiude una stagione fantastica alla sua maniera, imponendo il suo credo calcistico e segnando 4 gol. Dall'altra parte del campo c'era il Vicenza che ha stravinto il girone A di Lega Pro, da molti indicato come la squadra più forte della categoria. Una definizione che va in frantumi di fronte allo strapotere della squadra giallorossa al Menti: il campo è stato giudice insindacabile, la compagine più forte della categoria, la regina della serie C, così come ha ribadito Rambaudi a RaiSport, in questa stagione è stata il Benevento.
Una partita di grande spessore, persino spettacolare: la strega ha stracciato l'avversario biancorosso, ha giocato come il gatto col topo, gli ha rifilato quattro sberle e si è portato a casa per la prima volta nella sua storia la Supercoppa di Lega Pro.
Il Benevento ha vinto su tutti i fronti. Su quello tattico, perchè il 4-2-3-1 di Floro ha annichilito il 3-5-2 di Gallo, ma anche e soprattutto su quello tecnico. Tutto ha funzionato alla perfezione ed è davvero difficile scegliere un giocatore che abbia giocato meglio degli altri. Ovvio che quando si parla di una graduatoria di merito la palma del migliore vada a Davide Lamesta: prima tripletta in carriera, il pallone della sfida portato a casa insieme a coppa e medaglia. Ma sarebbe riduttivo per gli altri menzionare solo il furetto di Venaria. Perchè il gol di Salvemini è da lustrarsi gli occhi, o come ha detto la commentatrice delle Rai, è l'immagine della prossima copertina della Lega Pro, a mo' di figurina Panini. Ciccio-gol meritava questa soddisfazione per tutto quello che ha dato in un anno iniziato splendidamente, ma che aveva preso per lui una brutta piega dopo l'infortunio subito a Catania.
Le menzioni si sprecherebbero se facessimo una pagella. L'assist di Tumminello in occasione del gol di Salvemini, con quell'esterno di estrema tecnica, è pura poesia, la tenacia della difesa dei due “vecchietti” terribili, Scognamillo e Caldirola, ha eretto un muro davanti a Vannucchi, la verve di Ceresoli, bravo in copertura e in ripartenza, come Pierozzi sull'altro versante. La vivacità in mezzo al campo di Kouan e l'acume tattico di Prisco, la grande forza di volontà di Della Morte, che ha giocato con grande intensità davanti ai suoi ex tifosi. E poi tutti gli altri, chi è entrato e chi ha gioito in panchina. E a quei 300 della Curva giallorossa, ebbri di gioia per una conquista assolutamente meravigliosa. Una serata che suggella una stagione da ricordare. Tutta a tinte giallorosse.
