Reminiscenze della vecchia serie C ai Mondiali “amerikani”, ricordi anche un po' dolorosi per il Benevento, ma comunque suggestivi per far comprendere quando sia sorprendente il mondo del calcio. L'altra sera contro la Germania quattro volte campione del mondo giocava il Curaçao, la nazione più piccola partecipante a questi mondiali: 444 km quadrati, 156mila abitanti. Per fare un raffronto basti ricordare che la provincia di Benevento, pur piccola, si estende su un territorio di 2.080 km quadrati e che ha una popolazione di 257mila abitanti. Curaçao, per chi non lo sapesse, è un'isola caraibica che si trova di fronte alle coste del Venezuela: fa parte del Regno dei Paesi Bassi e la lingua più parlata è quella olandese.
Ebbene, contro la Germania ha ovviamente perso nettamente (7-1), ma ha vissuto un momento di euforia incontrollata, quello nel quale ha raggiunto i tedeschi sull'1 a 1. Il minuto da ricordare è il 22': c'è un disimpegno errato della difesa teutonica, Locadia appoggia per l'accorrente Comenencia e il tiro del centrocampista beffa Neuer. E' un momento storico per la piccola isola caraibica e per Livano Comenencia, classe 2004, quest'anno allo Zurigo, ma nelle ultime due stagioni in serie C con la Juventus Next Gen. Come dire che in un lampo è passato dagli stadi piccoli e fatiscenti della C meridionale a quelli mastodontici del mondiale americano. Comenencia ha ovviamente giocato anche contro il Benevento e quella sera maledetta dell'1 a 5 (4 maggio 2025) che decretò l'uscita della strega dai play off lui era regolarmente in campo con la maglia bianconera (nella foto Taddeo è contrastato da Shady Oukhadda). Fu anche uno dei migliori, pur senza andare a segno. E' una di quelle storie un po' strane del calcio moderno che lascia a casa nazioni come l'Italia e accoglie a braccia aperte piccole realtà come il Curaçao, a cui non resta altro che mettere in mostra qualche ragazzo mandato a imparare il calcio proprio in Italia.
