Taranto, dopo il ko con il Gladiator c'è anche una lunga squalifica al campo

La squadra jonica dovrà giocare in campo neutro e a porte chiuse fino al 15 novembre 2026

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Benevento.  

Danilo Pagni, l'eesperto direttore tarantino ci ha provato in tutti i modi a dire che non era accaduto nulla a fine partita, che lui non aveva visto nulla ed anzi si era incontrato con i tifosi per un confronto pacifico e costruttivo. 

Il giudice sportivo però l'ha pensata diversamente nei confronti dei tifosi tarantini delusi dal gol in chiusura del Gladiator che ha regalato la serie D alla squadra di Santa Maria Capua Vetere e condannato gli jonici ad un altro anno di Eccellenza. E dunque arrivata la squalifica, che probabilmente riguarderà il nuovo Iacovone, stadio strepitoso che si sta terminando di costruire nella città jonica per i Giochi del Mediterraneo. 

Ecco i provvedimenti del giudice sportivo

"Squalifica del campo fino al 15 novembre 2026, disputando le gare interne in campo neutro e a porte chiuse. A ciò si aggiungono una ammenda di 6.500 euro e una penalizzazione di due punti in classifica, da scontare nel campionato 2026/2027.

Nel provvedimento vengono contestati diversi episodi avvenuti durante e dopo l’incontro disputato allo stadio Italia di Massafra.

Secondo quanto riportato dal Giudice Sportivo, "Nel corso del primo tempo alcuni sostenitori rossoblù avrebbero introdotto e utilizzato materiale pirotecnico all’interno del settore loro riservato. In particolare sarebbero stati accesi quindici fumogeni e uno sarebbe stato lanciato sul terreno di gioco. Sempre durante la gara sarebbero state inoltre lanciate quattro bottigliette semipiene.

La parte più grave del provvedimento riguarda però quanto accaduto al termine della partita. Nel dispositivo si legge che alcuni sostenitori del Taranto avrebbero danneggiato un lucchetto e aperto un cancello della tribuna a loro dedicata, invadendo successivamente il terreno di gioco. Una volta entrati sul campo, alcuni tifosi avrebbero rincorso e aggredito fisicamente un calciatore della stessa squadra rossoblù (Loiodice, ndr), colpendolo con calci. Nel provvedimento viene inoltre contestata la condotta di una persona identificata come dirigente della società, accusata di aver strattonato con forza il quarto ufficiale di gara, tentando inizialmente di colpirlo con una testata e successivamente raggiungendolo con uno schiaffo al volto. L’episodio avrebbe comportato per il componente della squadra arbitrale una prognosi di cinque giorni. A completare il quadro disciplinare, il Giudice Sportivo segnala anche il lancio sul terreno di gioco di circa quaranta bottiglie d’acqua piene o semipiene. La sanzione è stata determinata tenendo conto della gravità complessiva dei fatti, della sospensione dell’attività agonistica verificatasi durante gli episodi contestati e della recidiva specifica già contestata alla società in precedenti provvedimenti disciplinari".

La decisione rappresenta una durissima conseguenza per il Taranto, che oltre alla mancata promozione in Serie D dovrà ora affrontare l’inizio della prossima stagione con una penalizzazione in classifica e senza poter disputare le gare interne nel proprio impianto fino alla metà di novembre.

Per la società rossoblù si apre adesso la fase delle valutazioni sulle eventuali iniziative da intraprendere e sulle possibili ripercussioni sportive di un provvedimento che rischia di pesare in maniera significativa sull’intera stagione 2026/2027.