Benevento e il suo "piano B": la strada sembra quella giusta

Senza fare voli pindarici, la squadra ha dimostrato di avere i requisiti per competere in questa B

benevento e il suo piano b la strada sembra quella giusta
Benevento.  

Potremmo chiamarlo il “piano B”. In tutte le sue accezioni. Giocando pure sul nome della categoria. Quella che ha conquistato il primo successo in campionato è l'alternativa alla squadra che ha giocato le prime tre partite contro Modena, Sudtirol e Ascoli. In fondo la stessa radice, ma edulcorata da quella caterva di errori che avevano deturpato il volto della strega. 

C'è un ventaglio di indicazioni da cui trarre linfa per il futuro. Finalmente s'è visto in campo un Benevento più “cattivo”, pronto ad azzannare alle caviglie gli avversari più forti incontrati in questo rush iniziale di campionato. C'entra tutto nella prima vittoria giallorossa: dall'esordio di Okereke, ancora capace di regalare prodezze balistiche da far stropicciare gli occhi, all'assetto ridisegnato con i tre centrocampisti, fino a difensori più collaborativi, soprattutto gli esterni che si sono stretti attorno ad uno Scognamillo da urlo, ed un portiere che è tornato ad essere quello dei 17 clean sheet in serie C. 

E' un nuovo inizio, l'imbocco della strada giusta per percorrere una serie B come tutti l'avevano sognata. Nessun volo pindarico, ma la consapevolezza che anche il Benevento ha le sue armi per giocare questo campionato difficilissimo. Ha l'atteggiamento giusto e più di un elemento che sa dare del “tu” al pallone. E da ieri sera la serie B è un pianeta meno sconosciuto per la vecchia strega. 

Floro, si sa, non ama parlare di moduli. Ma infoltire il centrocampo è stata sicuramente una mossa giusta. Maita ha potuto giocare con una protezione ai fianchi che non aveva mai avuto prima. Kouan e Siatounis non saranno dei fenomeni, ma sono giocatori dotati di una determinazione immensa, sanno sacrificarsi e hanno assolto alla grande al compito che gli era stato assegnato, estirpando decine di palloni dai piedi degli avversari. L'ha detto anche Baroni: “In B la qualità conta, ma viene dopo. Prima c'è l'atteggiamento”. Floro da parte sua ha detto di aver adattato il modulo ai giocatori che aveva a disposizione e che a lui il 4-3-3 in fondo piace, ma non vuole precludersi la possibilità di giocare anche con altri assetti. Giusto. Ma se si ha l'impressione di aver imboccato la strada migliore, la cosa più saggia è percorrerla il più possibile.