Le perle di saggezza di Enrico Fedele a Ottogol. Lo sguardo esperto e da intenditore di calcio del direttore nolano-sannita. “Il Benevento più strano di questi ultimi tempi – dice della squadra che ha giocato contro il Cesena – con 20' di sofferenza. Noi eravamo abituati a vedere un Benevento che dominava il gioco, invece questo Cesena aggrediva e si prendeva tutte le seconde palle. Dopo l'inizio sofferto però è cambiato tutto: approccio diverso, i giovani si sono inseriti bene, Siatounis ha fatto un grande inserimento, come una volta li faceva Pecchia nel Napoli, da me al Parma Dino Baggio. Il centrocampista greco ha questa grande abilità: si è inserito senza palla, bravo Okeeke che gli ha fatto un grande assist”.
Nella ripresa il vero Benevento
Nel secondo tempo tutta un'altra musica: “Nella ripresa è cambiata la giostra. Dobbiamo essere grati a Vannucchi per quella grande parata che ha fatto. Però io conosco come pochi i beneventani: è giusto essere realisti, la B ti porterà a fare partite non sempre così. Noi dobbiamo arrivare alla quota salvezza il più presto possibile e poi si vedrà”.
Poi la sottolineatura sulle scelte dei giovani per questo Benevento fresco e pimpante: “E' la cosa che mi ha soddisfatto di più e mi ha fatto ritornare ai tempi quando esordii a 16 anni nel Benevento. Ricordo che si chiamava ancora Sanvito per via della fabbrica di mattoni che era livornese, per cui tutti i giocatori dovevano venire da Livorno. A me e Gino Miele ci fecero entrare nel Benevento tramite Maluta, il capitano. Dopo due giornate i tifosi già dicevano che dovevamo vincere il campionato, ma non è mai così semplice vincere. Il presidente ha fatto una grande scelta da manager, puntare sui giovani, perchè ha una grossa organizzazione giovanile. Con loro dobbiamo mantenere la categoria, e rimanere coerenti anche se ci dovesse essere qualche scivolata”.
“Il bello, il brutto e il cattivo”
Siamo alla rubrica griffata da Fedele: “Il “bello” lo divido in tre momenti: il primo è il secondo tempo del Benevento, bello come grinta, cattiveria e determinazione. Il secondo è la parata di Vannucchi, il terzo i gol di Siatounis e Cherubini. Il greco ha una corsa che mi ha sbalordito, una corsa da grande giocatore, un cambio di passo che difficilmente ho visto: mi sono deliziato. Cherubini invece di gol ne ha fatti due, anche se gliene hanno dato uno solo. Dico che questo ragazzo che viene da un settoe giovanile importante ha qualità per potersi affermare a grandi livelli, ottime potenzialità e un motore che altri non hanno. Ci metto anche l'arbitrro, la signora Ferrieri Capiti è stata migliore in campo”.
Passiamo al “brutto”... “I primi 20 minuti del Benevento, con quell'approccio un po' così”.
Infine il “cattivo”... “Il cattivo questa volta è Maita, già proprio il mio pupillo, uno che se facessi ancora il direttore porterei anche in serie A. Lui è il fulcro della squadra, deve capire quanto è il momento di temporeggiare e quando andare forte. In quei 20' iniziali non ho visto il giocatore che adoro”.
