Ventidue cartellini gialli e quattro rossi in nove giornate di campionato. Sono numeri da squadra violenta, ma siamo sicuri che questo Benevento lo sia davvero? Dando un'occhiata ai numeri non ci sarebbero dubbi, ma visto che parliamo di calcio i numeri non sempre corrispondono a verità. E' per questo che ogni dubbio è legittimo, soprattutto se si analizzano le diverse situazioni. Partiamo dalla sfida di Caserta e dal rosso sventolato in faccia a De Falco. Il centrocampista anconetano era stato ammonito per la prima volta al 4' per poi essere espulso per doppio giallo al 6'. Non entriamo nel merito della gestione dei cartellini operata dal signor Tardino, ma un po' di buon senso a volte andrebbe applicato, specie se i due falli distano tra loro pochi secondi e se non si tratta di entratacce meritevoli di riflessioni approfondite. Altri dati di rilievo: il Benevento su dieci confronti giocati tra Tim Cup e campionato è riuscito a rimanere in undici fino alla fine in soli cinque casi (ciò vuol dire che nel 50% delle circostanze ha chiuso con l'uomo in meno) e la maggior parte dei gialli è stata comminata nella prima frazione (13 su 22 complessivi). Che siano frutto di casualità o meno, restano elementi in grado di cambiare l'inerzia di una partita.
Francesco Carluccio
