Poche reti, soltanto sedici, ma la bellezza non latita. La dodicesima del girone C ha intrecciato destini e regalato ribalte importanti. Rilanciato ambizioni e frenato entusiasmi. Sui campi del Meridione non sono mancate le emozioni, anche laddove è mancato il gol. Al Tursi di Martina i biancoazzurri sono risorti grazie alle giocate di un francese (Baclet, un gol e un assist) e alle reti di un rumeno (Cristea, doppietta). A Catanzaro un urlo improvviso ha spezzato il silenzio di un Ceravolo orfano di spettatori: era quello di Moi, difensore da un cognome che verrebbe di pronunciare in transalpino. Senza dimenticare Carcione, che ha steso il Melfi con due sventole regalando alla sua Paganese il ritorno al successo. Ma c'è anche chi la ribalta l'ha mancata per un soffio. Grandolfo, attaccante della Fidelis Andria, ha sparato alle stelle il pallone della svolta. Sarà vittima di un'epidemia di spogliatoio? Considerando il "caso Cianci" sembrerebbe di sì.
L'urlo di Moi, le sventole di Carcione, la rinascita di Baclet
Storie e curiosità dall'ultimo turno di campionato. Tra exploit, resurrezioni e gol mancati...
Benevento.
