Quell’applauso alla curva vuota è stato insieme un gesto semplice e grandioso. L’importanza di quell’atto virtuale è ingigantita proprio dall'antitesi, quel gesto non poteva rimanere fine a se stesso. Così i 4-500, o di più chi può dirlo, che hanno atteso la squadra allo stadio hanno semplicemente risposto a quell’applauso. Era dovuto. E voluto. Certo, la scaramanzia… Mai fare niente prima che non si sia compiuto l’evento. Sono anni che ce lo imponiamo. Ma ci sono momenti in cui si può anche dare un calcio alla superstizione e lanciare un segnale di appartenenza. Tifosi e squadra in un unico afflato, come voleva Auteri, come tante volte ha ripetuto. Ieri sera però don Gaetano avrebbe preferito una serata di silenzio, non vuole che questa serie di vittorie sfoci in un’euforia dannosa. Il Benevento è primo, ha raggiunto questa posizione con grande sacrificio e la sta onorando come meglio non potrebbe. Il cerchio si restringe sempre di più: mancano sei partite appena, cresce l’ansia, serve concentrazione. Se tutto andrà come si spera ci sarà tempo per far esplodere tutta la gioia possibile. Pazienza e batticuore, orgoglio e scaramanzia. Sentimenti comuni.
Franco Santo
