Galigani: "Tavecchio, restituisci la B a Vigorito"

L'editorialista interviene sui deferimenti giunti sette anni dopo

Benevento.  

Sulla pioggia di deferimenti arrivati sul "caso" Gallipoli-Real Marcianise" è intervenuto Vittorio Galigani, direttore sportivo di lungo corso e oggi editorilista di successo (Tuttolegapro, Metropolis Web). Proprio sulla testata campana ha fatto sentire la sua opinione, forte, senza peli sulla lingua: "sia restituito il maltolto", altrimenti tutti questi deferimenti non saranno serviti a nulla. Ecco la nota di Galigani pubblicata da Metropolis Web

 

"Gallipoli – Marcianise del 17 maggio 2009. Ultima di campionato. Terminata sul risultato di 3 a 2. Era una “ricotta”.

Ci sono voluti sette anni per accertarlo. I deferimenti. La raffica dei deferimenti, è partita soltanto da due giorni. Le risultanze di quando si dice il vero. Quando si critica la lentezza pachidermica della giustizia sportiva.

Quella “combine” regalò ai salentini la certezza matematica della serie B. Il Gallipoli chiuse la stagione in vetta alla classifica con 66 punti. Il Benevento fu beffato sulla linea d’arrivo. Si piazzò soltanto al secondo posto. A 64. Un distacco minimo, ma determinante.

Due punti pesanti come un macigno. Si disse: una stagione. L’ennesima. Gettata alle ortiche.

Su quel deferimento. I media hanno inteso dare, alla notizia, il massimo risalto. Solo per il fatto che ci fosse coinvolto Giannini. L’indimenticato “principe” dei tifosi romanisti. Con alcuni tesserati del Marcianise.

A tutti è sfuggito un passaggio. Il più importante.

La truffa. Eclatante. Perpetrata ai danni del Benevento. Potesse farlo. La buonanima di Ciro Vigorito si rivolterebbe nella tomba.

Dimostrando grande superficialità. Nessuno ha posto l’accento sui danni provocati da quel risultato. Da quella “polpetta” avvelenata. Dopo sette anni quel Gallipoli e quel Marcianise non esistono più. Sono stati entrambi radiati.

La serie B, di quel campionato, era del Benevento. Un diritto della famiglia Vigorito. Tavecchio dovrebbe saper fare giustizia. Dovrebbe restituire il mal tolto.

Alla fine della scorsa stagione. Anche a causa delle molteplici delusioni subite. Oreste Vigorito ha deciso di mollare. Lo ha fatto con la grande signorilità che lo ha sempre contraddistinto. “Benevento non è la piazza giusta”. Si è limitato a dire. Ed è sceso dalla macchina.

Ha forse ceduto all’ostilità, sciocca, di una minoranza all’opposizione.

Non si è allontanato completamente. Però. Non ce l’ha fatta. Quei colori sono, da sempre, impressi sulla sua pelle. Il main sponsor dei giallorossi è tuttora rappresentato dal suo gruppo. Quel marchio campeggia ancora sulle maglie degli “stregoni”.

Il campionato in corso sembra voglia ripagare, il Benevento, dei torti subiti. Si stanno aprendo nuovi orizzonti. Inizialmente insperati. In quell’ottica, Oreste Vigorito va recuperato al calcio sannita. Rappresenta un valore aggiunto. A prescindere. Il Benevento attuale si basa, ancora, sull’organizzazione aziendale ereditata dal suo gruppo.

In una nuova sinergia. Con rinnovate prospettive aziendali. Con Vigorito e Pallotta l’uno al fianco dell’altro. Si potrebbero rinverdire ambizioni mai sopite.

Fantascienza? Mai dire mai! "