Le pagelle di un anno indimenticabile: 10 a tutti

Lucioni l'anima della squadra, De Falco e Del Pinto il motore, Gori la saracinesca

Benevento.  

Nell’anno che riscrive la storia 10 a tutti.

GORI – Ha iniziato con l’handicap della squalifica saltando le prime cinque giornate di campionato, poi pian piano si è preso il suo posto da protagonista. Ha festeggiato 200 presenze in giallorosso nella partita più suggestiva e bella della stagione, contro la Casertana, parando anche un rigore a Mancosu. Di rigori ne ha parato anche un altro, ancora più decisivo, a Foggia, ad un altro ex giallorosso, Agnelli. Un baluardo insormontabile, l’unico superstite della banda del 2009.

MATTERA – Una felice scoperta. Lo avevano presentato come un mastino insuperabile, ma quel passato poco “nobile” faceva storcere il naso a molti. Lui invece si è preso il posto di laterale nella difesa a tre, ha convinto Auteri ed ha dato vita ad una stagione di gran lunga positiva.

LUCIONI  - L’anima di questa squadra che ha realizzato un sogno lungo 87 anni. E’ diventato più beneventano dei beneventani, spirito battagliero e voglia di ironizzare. Ha fatto suo lo “sfottò” proveniente da Vacca che dopo la partita allo Zaccheria disse che gli era sembrato di giocare contro il Cerignola. Da quel momento ogni vittoria del Benevento è diventata della simpatica squadra pugliese, col finale strepitoso della foto sotto il cartello stradale. In campo ha fatto sempre la differenza, uno come lui potrebbe giocare tranquillamente in serie A.

PEZZI – Il riminese con la barba da guerriero mongolo ha conquistato tutti, dopo aver convinto Auteri delle sue doti infinite di difensore duttile e moderno. Non ha sbagliato una partita, svariando da destra a sinistra, da difensore a esterno alto. Un jolly prezioso e di grandi prospettive.

MELARA – Per tre-quarti di stagione è stato la “coperta di Linus” di Auteri, quello che gli ha tolto le castagne dal fuoco in più di un’occasione complicata. La sua migliore stagione in giallorosso, una forza fisica prorompente, tanti gol inventati dal nulla. Peccato per l’infortunio che lo ha frenato in chiusura di stagione. Ma contro il Lecce è tornato il vecchio guerriero.

DE FALCO – Il “Pirlo” del Benevento, intelligenza tattica e piedi buoni. Dopo le disgrazie della stagione scorsa ha sorpreso tutti per integrità fisica e per continuità. Il “cervello” della squadra, intorno a cui si è sviluppata ogni azione offensiva. Protagonista assoluto.

DEL PINTO – Se De Falco è stata la “mente”, Lorenzo è stato il “braccio”. Anzi due gambe in continuo movimento e un’infinità di polmoni a disposizione. Indispensabile al gioco giallorosso, l’interdizione è partita sempre da lui e avere un gendarme così al fianco è servito anche a De Falco per disegnare le trame della squadra. Tra i migliori.

LOPEZ – Da quando è arrivato lui, el zurdo, la squadra non ha più perso. L’uruguaiano è di un’altra categoria, forza fisica e tanta generosità, grande personalità e presenza in campo. Peccato per il “rosso” di Martina che gli ha fatto saltare la partita più attesa.

CICIRETTI – E’ stato la sorpresa di questo campionato giallorosso. Il “Cicero”, come lo chiamavano a Roma, è tornato ai livelli di quando nelle giovanili giallorosse era indicato come un sicuro giocatore in carriera. Tecnica di prim’ordine, dribbling secco, un paio di gol da urlo. La parte centrale del campionato è stata tutta sua.

CISSE’ – La forza del destino. Negli ultimi minuti della campagna acquisti invernale era stato praticamente ceduto al Mantova. Poi è saltato tutto ed è diventato un’icona della scalata giallorossa al primo posto. Gol da brividi, prestazioni sempre più convincenti come il primo tempo col Lecce. Anche se qualche infortunio ne ha un po’ limitato l’azione.

MAZZEO – Altro giallorosso arrivato al mercato di gennaio con un piede fuori dal progetto Benevento. Per fortuna Auteri ha sempre creduto in lui e non lo ha mai mollato. Ha giocato le partite di febbraio in maniera sublime (su tutte quelle con Andria, Melfi e Monopoli), prima di farsi male sul più bello. In generale è stato uno dei giocatori più importanti della squadra giallorossa, piede educato e tanto fosforo. E anche 10 gol al suo attivo che ne fanno il capocannoniere della squadra.

PADELLA – Un uomo per tutte le stagioni. E’ entrato quando era necessaria la sua esperienza e la forza fisica. Ha risposto sempre presente, pur rimanendo sempre ai margini dell’undici titolare. Il destino ha voluto che fosse presente nella partita col Lecce.

MUCCIANTE – Frenato da vari acciacchi fisici e pure sfortunato ogni volta che è stato chiamato in causa. Auteri, che lo aveva fortemente voluto, si aspettava di più da lui, ma può capitare una stagione meno brillante.

TROIANI – Il ragazzo del Chievo ha fatto un’esperienza utilissima per sé ed ha anche dato un buon contributo alla squadra. Chiamato in causa dopo l’infortunio di Melara si è disimpegnato come un veterano nonostante i suoi 20 anni.

ANGIULLI – Sarebbe stato titolare in qualsiasi squadra fosse andato. Chiuso da De Falco e Del Pinto, si è ritagliato uno spazio tutto suo con la strepitosa doppietta alla Casertana e il gol all’Ischia.

VITIELLO – Ha trascorso più tempo in ospedale che in campo. E’ stato un utile punto di riferimento sul piano morale.

MAZZARANI – Chiuso da Lopez nel girone di ritorno, ma anche da un malanno che non gli ha dato tregua. E’ stato comunque un “soldatino” generoso e diligente. Non ha mai tradito.

MAROTTA – La tripletta alla Casertana resta il punto più alto della sua stagione. Ha dato un contributo prezioso come sempre, come si addice a chi tiene alla maglia in maniera viscerale.

CAMPAGNACCI – Anche lui lascia un’impronta su questo campionato: il gran gol segnato al Catania. Decisivo e bellissimo.

RAIMONDI – Una stagione sfortunata. Pochi minuti, poi l’infortunio di Pagani che lo ha tolto di mezzo. Arrivederci all’anno prossimo.

PISCITELLI – Sopporta con grande tranquillità il ruolo di portiere di riserva. Gioca bene le prime cinque partite di campionato, poi lascia spazio al più esperto compagno, che rileva solo nella felice trasferta di Messina.

 

CRUCIANI, DI MOLFETTA, BONIFAZI, SOM, BIANCO, MARANO – Hanno lasciato la squadra a gennaio, ma hanno dato ugualmente il loro contributo alla squadra. Cruciani e Di Molfetta sono stati spesso protagonisti, meno gli altri tre.