Il pegno è stato pagato, la barba è andata via con grandissima gioia, segno che è stato ottenuto il grande obiettivo, la Serie B. La soddisfazione di Marotta è immensa, la voglia di fare festa altrettanto. La conferenza del giovedì a Paduli è dolce, come la torta celebrativa che è stata tagliata davanti a tutta la squadra, le domande di tutti i giornalisti, stavolta, scivolano via come se nulla fosse, segna di un clima di distensione che, ormai, si è impadronito del gruppo. E questo è solo il frutto di quanto ottenuto sabato dopo la sfida contro il Lecce, quella che ha sancito il salto in Serie B. Un cammino che si è fatto via via sempre più interessante. Il presupposto, rispetto all'anno scorso, è stato completamente diverso.
"E' strano - inizia Marotta - l'anno scorso volevamo vincere e non ci siamo riusciti e questo ci ha dato uno grossa amarezza. Quest'anno non ci abbiamo mai pensato, ma ci siamo solo detti "vediamo come va a finire" e abbiamo tra le mani questo grandissimo risultato. Devo dare merito alla società, però, che ha fatto benissimo a non cambiare completamente squadra ma puntellarla con giocatori che sono riusciti a integrarsi alla grande con noi".
Marotta ha negli occhi la giornata di sabato, indimenticabile sin dal primo momento.
"E' stata una grande emozione già vedere lo stadio pieno durante il riscaldamento. L'emozione è aumentata quando siamo arrivati a Piazza Risorgimento. Non mi aspettavo tutta quelle gente. Durante il tragitto abbiamo visto tanti anziani abbracciarsi, aspettavano da tantissimo un qualcosa del genere e questa è una grande soddisfazione per me e per tutto il gruppo, tra l'altro, il vero segreto di questo successo. Il futuro? Ho un altro anno di contratto e voglio rimanere. Dopo 3 anni con questa maglia, la serie B la sento mia come il resto della squadra e vorrei giocarla con questa divisa. Poi, siamo adulti e vaccinati, sappiamo che sarà la società ad avere l'ultima parola".
Redazione
