Non li ha mai comunicati la società sannita, ma gli incassi non sembrano essere stati adeguati alla eccellenza del campionato giocato dalla squadra giallorossa. In effetti solo nel finale gli spettatori hanno avuto un numero più cospicuo, passando per presenze piuttosto povere in partite che persino la classifica avrebbe prospettato migliori. I 2.173 paganti della gara col Cosenza ne sono la prova.
FINALE IN CRESCENDO - Dicevamo del finale, sicuramente in crescendo. Quando la tifoseria ha capito che la squadra giallorossa si stava giocando qualcosa di più di un semplice piazzamento in classifica ha iniziato a svegliarsi: si è passati così dai 2.803 paganti di Benevento-Andria ai 3.756 della sfida col Melfi. Entrambe partite bellissime, probabilmente il momento della svolta anche sul piano dell’interesse della gente. Così alla settima di ritorno per Benevento-Matera sono venuti in 6.227, che è stato subito il record di presenze stagionale. Un record che ha tenuto anche nella partita successiva, il derby con la Casertana: 5.865 paganti, ma con mille tifosi di Terra di Lavoro. Il trend però è rimasto costante anche nella sfida casalinga successiva, il derby con l’Ischia arrivato dopo le due vittorie consecutive in trasferta con Paganese e Juve Stabia: 4.900 paganti. Poi il finale scoppiettante, quello che ha condotto fino alla partita che ha regalato la serie B: 8093 paganti contro il Catania, 12.796 contro il Lecce. Come si vede non c’è stato un andamento costante complessivo, gli inizi sono stati stentati anche per le partite più attese.
INIZIO STENTATO - L’esordio casalingo col Foggia ha portato allo stadio 3.196 paganti, non c’era ancora il pathos di una sfida che si sarebbe protratta per tutta la stagione. Ma poi è andata anche peggio. Nella gara successiva, col Messina giocata in un giorno infrasettimanale, gli spettatori sono stati appena 2.530. E via via sono andati anche scemando. In Benevento-Monopoli, con la squadra reduce dallo 0-3 di Melfi ci sono stati 2.317 spettatori, che sono leggermente aumentati contro il Catanzaro: 3.698. Ma l’entusiasmo è rimasto chiuso nel cassetto: nei due derby consecutivi contro Paganese e Juve Stabia si sono registrati rispettivamente 2.729 e 2.957 spettatori, con larga rappresentanza stabiese nella seconda partita al Vigorito. E’ andata assai peggio alla 13. giornata contro il Cosenza: 2.173 paganti, il minimo stagionale per il Benevento. Non è andata tanto meglio col Martina, subito dopo l’esaltante vittoria esterna di Catania: 2.197, appena 24 paganti in più del minimo col Cosenza. Un piccolo rialzo per la partita con l’Akragas, ultima dell’andata, prima dell’anno nuovo: 2.618 paganti. Scemati nella partita con la Lupa Castelli Romani a 2.351 spettatori. Con l’Andria, alla quarta di ritorno il 6 febbraio, come abbiamo detto, l’inversione di tendenza.
CLASSIFICA GENERALE - Bisogna sottolineare che il Benevento si è potuto avvalere di 1.665 abbonati, che hanno assicurato uno zoccolo duro che nella classifica globale del girone è al quarto posto dopo Lecce (6.802), Catania (5.535) e Foggia (2.629). Al quarto posto il Benevento è anche nella classifica degli spettatori totali, dopo essere sceso a metà stagione intorno alla settima posizione. Vediamo le prime posizioni: Lecce 9.607 spettatori di media (163.322 totali); al secondo posto il Foggia con 9.077 (154.314 totali); terzo il Catania con una media di 8.722 (148.277 totali). Al quarto come detto c’è il Benevento con 4.189 spettatori di media (71.206 totali). E’ indubbio che la differenza l’abbiano fatta bacini di utenza diversi, ma anche politiche di abbonamenti che hanno assicurato una base di spettatori numerosa, come nel caso del Lecce che ha venduto abbonamenti di curva a 25 euro. Il dato complessivo rimane un tantino deludente, ma si è pagato tutto quello che era accaduto nella stagione precedente. Il rush finale, i 12.796 paganti col Lecce (ma certamente di più, visto il colpo d’occhio), i quasi 200mila euro di incasso, fanno sperare in numeri migliori per la prossima serie B. Non resta che attendere.
frasan
