A Ferrara per mantenere l'imbattibilità nel 2016

Si gioca per la conquista della Supercoppa di Lega Pro

Benevento.  

La strega ha svestito gli stracci del passato ed ha indossato l’abito coi lustrini, quello dei giorni migliori. E’ già pronta per il ballo delle debuttanti, la B la aspetta. Il prologo, gustoso e suggestivo, è questa Supercoppa che tiene bassi i livelli di adrenalina, ma regala ugualmente emozioni da gustare. Un torneo finale per assegnare la leadership virtuale nella Lega Pro: non ci sono promozioni in palio, ma solo il simbolo della vittoria, questa Coppa che nessuno snobba, ma che certamente non toglie il sonno ai contendenti. E’ un salto in un pianeta sconosciuto per tutte e tre le protagoniste, che hanno vinto in ambienti e scenari diversi. Auteri ha usato le parole giuste: “Abbiamo voglia di confrontarci con un avversario che non conosciamo”. E’ la solita voglia che ha accompagnato la strega in questo meraviglioso viaggio verso la B. Il destino ha voluto che quando entrerà al Paolo Mazza per celebrare la sua splendida vittoria, in contemporanea il suo nemico più acclarato avrà il cuore in gola per una sfida da dentro o fuori. Sarà inevitabile rivolgere un pensiero ai vinti, che a loro volta non perdono occasione per mandare nel Sannio i loro segnali di inimicizia. Ma guardare tutti dal gradino più alto non ha prezzo, soprattutto in questa giornata che vede partire la corsa play off. Una competizione come sempre cinica che lascerà ai box ben sette contendenti e ne premierà una sola. Il Benevento, dopo anni di sofferenza e di incertezze, è riuscito ad evitarla e può godersi questo “terzo tempo” in assoluto relax mentale. Questo non vuol dire che affronterà la Supercoppa senza lo spirito giusto. Auteri non lo ammetterebbe, così come i giocatori non sono abituati a prendere sottogamba alcuna manifestazione a cui partecipano. Il tecnico ha lasciato a casa un po’ di suoi “pretoriani”. Innanzitutto Melara, che ha raccolto tutte le sue forze per la partitissima col Lecce, ma ora ha bisogno di riposo. Poi Cissè e Campagnacci, alle prese con piccoli problemi muscolari. Infine Mazzarani, che è incappato nella fatale quinta ammonizione ed è stato squalificato. Quattro assenti, oltre al buon Raimondi (che ha iniziato la rieducazione ed ha partecipato alla festa della squadra coi suoi compagni) che ha concluso la stagione in anticipo, riducono l’organico a soli 16 uomini (e pensare che alcune squadre hanno dovuto lasciare giocatori fuori rosa, oltre ai 24 consentiti). Un problema che non assilla la mente di don Gaetano che ha chiamato due ragazzi della Berretti, che fanno parte da tempo della rosa di prima squadra, Petrone e Fusco, ed ha dichiarato senza farsi prendere dall’ansia che ha ugualmente la possibilità di “schierare una formazione altamente competitiva”. Su questo punto non c’erano dubbi: il Benevento proverà a conquistare anche questo trofeo, difendendo quella imbattibilità del 2016, uno dei suoi fiori all’occhiello, oltre alla storica promozione in B. Appuntamento alle 20,45 allo stadio Paolo Mazza di Ferrara. Alla squadra giallorossa basterà non perdere per giocare la partita casalinga col Cittadella domenica 22. Altrimenti si torna in campo mercoledì 18, alle 21,15. 

Franco Santo