Ultimo atto di una stagione fantastica. Non è come lo avevano sperato tutti, ma non c’è neanche da strapparsi i capelli. Dopotutto questa Supercoppa lascia il tempo che trova e neanche la Lega le assegna molto valore se è vero come è vero che se ne “sbarazza” in una sola settimana chiamando le squadre che hanno vinto il torneo ad un tour de force incredibile, soprattutto dopo i festeggiamenti a cui tutte si sono concesse. Le attenzioni della Lega Pro sono tutte rivolte ai play off, vero e proprio affare anche in termini di incassi. Così questa coppetta chiamata forse sproporzionatamente “super” viene un po’ lasciata in balia di se stessa, mandando arbitri non al top della categoria, escludendola persino dalle innovazioni che impreziosiscono i play off: maglie personalizzate, quarto uomo e così via. Possono sembrare considerazioni postume, fatte da chi dopo un sola sconfitta sembra già non poter più aspirare alla sua conquista, ma non è così. Sono riflessioni che avevamo fatto anche prima che si iniziasse ed è indubbio che i vertici della Lega non abbiano rivolto eccessive attenzioni a questo torneo-sprint che assegna un trofeo fine a se stesso che andrà ad impolverarsi in qualche bacheca e presto sarà dimenticato.
Questo non vuol dire che stasera il Benevento non abbia la voglia di chiudere la sua stagione agonistica nella maniera migliore. Certo, trovare gli stimoli giusti in questo scenario non sarà facile. Ne avrà certamente di più il Cittadella, che con un risultato positivo stasera, avrà poi la possibilità di giocarsi il trofeo davanti al pubblico di casa domenica sera. La squadra giallorossa ha comunque la voglia giusta di confrontarsi con quest’altro avversario che non conosce e chiudere nella migliore maniera possibile una stagione che non sarà mai dimenticata. L’organico è arrivato un po’ “corto” a questa manifestazione con Melara, Cissè, Campagnacci e Raimondi fuori causa. A questi si è aggiunto lunedì De Falco “stangato” in maniera spropositata dal giudice sportivo. Così Auteri ha dovuto ancora fare la conta e accorgersi di avere a disposizione appena 16 elementi, tutti convocati, a cui ha aggiunto tre ragazzi della Berretti (Petrone, Crudo e Fusco). Il tecnico giallorosso, anche lui relegato in tribuna per i fulmini della giustizia sportiva, punterà ancora sull’identità di questa squadra, capace di regalare sprazzi di gran gioco anche nella serata disgraziata di Ferrara. Difficile ricomporre il puzzle della formazione che scenderà in campo. Bisognerà fare i conti anche con le condizioni di chi ha giocato una partita dura appena tre giorni fa. Uno tra Angiulli e Vitiello prenderà il posto dello squalificato De Falco, ma non sarà l’unico avvicendamento. E pensabile che trovino spazio anche giallorossi che hanno giocato di meno e che sono più “freschi” rispetto ad altri, come Padella, Mucciante, Mazzarani. Non ci sarà il pubblico delle grandi occasioni (speriamo di essere smentiti stasera): la prevendita non sembrava aver smosso molto le masse, ma c’era da aspettarselo. L’orario infelice (non si chiude prima delle 23,05-23,10), le temperature ancora basse nonostante il periodo, la diretta di Raisport e infine le scarse possibilità di aggiudicarsi il trofeo, faranno sì che non saranno in molti sugli spalti. Peccato, questa stagione indimenticabile e per molti versi irripetibile, avrebbe meritato un finale più gioioso. Ma ce ne faremo una ragione, guardando avanti. Guardando alla prossima serie B.
Franco Santo
