Sfida Ultras: la Curva Sud batte Casertana e Avellino

Spettacolo sulle gradinate del Pinto tra sfottò e cori originali. Mai domi i 700 giallorossi

Benevento.  

La confidenza di un giornalista di Caserta: “Per me è stato un derby particolare: mia moglie è di Paupisi, mio suocero di Torrecuso”. Bè, nulla di speciale, visto che a dividere la città di Terra di Lavoro a Benevento ci sono appena 47 chilometri di asfalto. Capita di avere parenti e amici dall’altra parte del ‘muro’. La singolarità sta nel fatto che mentre in sala stampa il collega racconta la sua storia, sugli spalti, a partita finita, le due tifoserie se le cantano ancora senza mandarsele a dire. L’onorabilità delle rispettive genitrici è messa a dura prova, i cori sono sempre più beceri. Nel settore dei rossoblu c’è anche un bel bandierone biancoverde, ‘made in Avellino’. Più vicini e più nemici. E' l’Italia dei campanili. Nel calcio soprattutto, tanto più si è confinanti, tanto più grande è la rivalità. L’amicizia tra casertani e avellinesi è cosa risaputa e per rinsaldarla non c’è occasione migliore di avere dall’altra parte un nemico comune. Ma la serata è tutta della curva giallorossa, ancora una volta splendida e questa volta più di altre fiera di aver battuto due avversari anziché uno.