Grandi emozioni al Vigorito. Una coreografia che trasuda ricordi ma che simboleggia una nuova era. La strega affronta il Verona di Pecchia. E' la squadra predestinata a salire. La massima serie l'aspetta. I giallorossi però non saranno una facile preda. Perché le componenti per far bene ci sono tutte. Dal pubblico alla squadra. Il Benevento ci crede sin da subito. Quella “patina” che aveva inizialmente ricoperto la prestazione di Modena, non si vede coi veneti. Una manciata di minuti e la strega consuma la sua prima occasione. Ceravolo viene lanciato verso la porta. L'attaccante è solo, Caracciolo è costretto al fallo. Fallo da ultimo uomo. La Penna non ha dubbi. E' rosso diretto. Mani nei capelli per Pecchia e la consapevolezza che il suo Verona non avrà vita facile. I giallorossi avanzano. Senza paura. Troppe le occasioni sciupate. Manca la zampata vincente con qualche passaggio di troppo sotto la porta avversaria. Melara rende viva la sua corsia. Ceravolo fa a spallate, i due centrocampisti, Buzzegoli e Chibsah, danno qualità e quantità. L'arma vincente però risiede in un piede fatato, già noto a chi di calcio ne mastica da qualche annetto. E' il 38' del primo tempo quando Falco s'inventa col sinistro un gol da urlo. Sulla scia di quello che aveva piegato il Carpi. Un colpo duro per la squadra di Pecchia costretta a chiudere un tempo, il primo, sotto di un gol e di un uomo. Ma la strega non gongola. Non ancora. Nella ripresa la concentrazione dei giallorossi è ancora più alta. Il Verona parte bene. Al 4' le telecamere si accendono sulla triangolazione Luppi, Bessa, Souprayen con quest'ultimo che va pericolosamente al tiro, ma Cragno c'è e devia in angolo. Mister Baroni corre ai ripari. E cala sul tavolo altre due carte. Cissé prende il posto di Ceravolo. De Falco sostituisce Falco. Due esordi in B. Due firme della passata promozione. Il tecnico giallorosso vuole dare più consistenza a centrocampo rispondendo alle mosse di Pecchia: Gomez per Ganz. Cappeluzzo per Siligardi. Ma le emozioni sono tutte giallorosse. Riesplode il Vigorito al 78'. Vola in alto la strega. Stavolta con Ciciretti. “Attenti a quei due...". Lo avrà detto tante volte in settimana Pecchia. Ma invano. Il biondino risponde al suo compagno di avventura. E gonfia la rete. 2 a 0. E pensare che prima del fischio d'inizio in tanti ai piedi della Dormiente avrebbero firmato per un bel pari. Ma non gli uomini di Baroni. Loro sono ambiziosi. Lo ha masticato a più riprese il tecnico ex Novara. Ora la strega gongola. Sono appena le prime battute, per carità. Ma la classifica fa gonfiare ugualmente il petto con quel secondo posto dietro ad un'altra neo promossa, il Cittadella. Sette punti in tre giornate. Quattro contro due big. Un inizio coi fiocchi. E' il bello della B.
Sonia Lantella
