Vittoria giallorossa anche sugli spalti: nettissima

Cori beceri dei veronesi: da provvedimenti del Giudice Sportivo

Benevento.  

La splendida Verona, quella città bellissima celebrata da Sheakespeare nella tragedia di Romeo e Giulietta, ha una tifoseria calcistica davvero poco elegante. Che differenza con quella Curva Sud giallorossa che ai cori beceri degli scaligeri ha risposto con un composto “chi non salta è veronese”. Che dalle parti dell’Arena fossero un tantino “razzisti” lo sapevamo, il Napoli ha fatto scuola con quello striscione in risposta alle grida veronesi che inneggiavano ad una eruzione del Vesuvio: “Giulietta è n’a zoccola”. In una frase tutta l'arguzia dei napoletani. I tifosi giallorossi invece hanno risposto con la loro compostezza e anche con un calcio alla superstizione: e hanno vinto largamente. Gli ultrà hanno rispolverato quella celebre coreografia della finale persa col Crotone, un gladiatore e la B, questa volta non più da agganciare, ma già conquistata. Da lucciconi agli occhi, da groppo in gola. Tutto molto bello, come quello che è accaduto sul campo. Dove la superba Verona ha dovuto chinare il capo di fronte alla matricola. “Voi siete sporchi terroni”, gridato a squarcia gola è materia per il giudice sportivo. Cori razzisti, non si può. Il romano La Penna avrà ascoltato. E meglio di lui avrà fatto il quarto uomo, il barese Strippoli. Certi cori beceri dovrebbero sparire dagli stadi italiani, come quello gridato forte contro Lucioni rimasto a terra dopo uno scontro “Muori, muori, muori…”, con tanto di pollice verso. Complimenti davvero a questo manipolo di veronesi che getta fango prima sulla propria città che su quella dei loro avversari. Aspettiamo la risposta del giudice sportivo, gli stadi non hanno bisogno di questa gente.

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