La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio? Il quesito marzulliano sembra calzare a pennello al momento del calcio giallorosso. E’ stato un sogno varcare lo “stargate” della serie B, lo è stato pareggiare in casa del Carpi e più ancora battere il Verona, lo è ritrovarsi al secondo posto in classifica dopo tre turni di campionato. Ma la gente beneventana, e più ancora i tifosi, vivono questo momento con concretezza terrena e il loro sogno, al di là di ogni più semplice impulso di credere ad una nuova promozione, è quello di continuare ad essere all’altezza di questo campionato che la squadra giallorossa affronta per la prima volta nella sua storia. Piace la compostezza di Baroni, che annuncia di saper fare bene il pompiere e in conferenza sottolinea che bisogna stare saldamente coi piedi per terra: “Anch’io sono ambizioso, ma il nostro obiettivo è quello di migliorarci, di aggiustare quelle cose che funzionano di meno”. Cosa…? “Per esempio chiudere meglio le linee di passaggio in verticale ai nostri avversari o abbassarci di meno quando gli altri hanno in mano il pallino del gioco”, spiega il tecnico fiorentino.
Difesa di ferro. Ma, pur senza cullarsi nei.. sogni, questa squadra sembra oggi mostrare più virtù che difetti. Un solo gol subìto elegge la difesa come migliore della categoria insieme a quelle del Cesena e del Pisa (quest’ultima però stasera ha l’impegno di Chiavari). Quello che più infonde fiducia è la crescita evidente del gruppo, che sembra avere molta più consapevolezza dei propri mezzi rispetto ad un mese fa. Cresce la difesa che il “secondo” di Baroni, Fabrizio Del Rosso, cura in maniera certosina. Migliora la gestione del centrocampo che si apre anche a nuovi disegni tattici.
Squadra camaleontica. Il finale della gara col Verona con un centrocampo a tre (Buzzegoli, De Falco, Chibsah) è tutt’altro che una soluzione estemporanea dovuta alle esigenze della gara. Quel disegno tattico accantonato nel ritiro di Roma (4-3-1-2) è ora una eventualità possibile quando le circostanze la ritengano opportuna. Alcuni dei protagonisti (Chibsah su tutti) sono cresciuti, altri (Buzzegoli) sono in grado di dare l’equilibrio che in estate era sembrato mancare. Che la squadra sappia cambiare modulo e atteggiamento tattico nel corso di una partita è essenziale in un campionato così lungo come quello di B. Cambiano gli avversari, cambiano le esigenze.
Attenti a quei due. L’attacco continua a stupire con il duo delle meraviglie Ciciretti-Falco. Due attaccanti, entrambi di piede sinistro, che non danno punti di riferimenti alle difese avversarie e che hanno già segnato due gol a testa. Ma l’attacco anche in prospettiva apre il cuore alle speranze. Ceravolo ha giocato la solita partita intelligente e al servizio del collettivo, ma a breve il Benevento riavrà Cissè rimesso a lucido e di nuovo il giovane Puscas, che con un tutore alla mano, dovrebbe essere pronto già per sabato a Latina. Sperare di disputare un campionato importante sembra oggi tutt’altro che una utopia. I sogni, lo abbiamo detto, aiutano a vivere meglio, ma anche con i piedi per terra si sta molto bene.
Franco Santo
