Così diversi, così uguali. Ciciretti ha sognato a lungo di essere Francesco Totti, lo ha imitato nei gesti, quel pollice in bocca dopo un gol, persino il selfie con la curva alle spalle. Ma questa volta tutto è stato lasciato al caso. Sembrano gemelli, maglia arrotolata in una mano, torso nudo e quel volto inebriato dal gol e dalla vittoria. Questa volta il “frame” originale è di Amatino. Inconfutabilmente. Benevento-Verona si è giocata sabato, Roma-Sampdoria domenica. Niente pollice in bocca, niente selfie, soltanto quelle braccia al cielo per sublimare la gioia della vittoria. E’ stato sempre il suo idolo Francesco Totti, l'immensità del campione da bramare, il giocatore da emulare, da tenere come esempio. Del resto vestire a 16 anni quella casacca giallorossa della Roma col 10 sulle spalle è un’emozione che non ha prezzo. E nelle giovanili della squadra della capitale tutti indicavano “Cicero” come un possibile nuovo idolo della tifoseria romanista. I colori giallorossi nel cuore e nel destino. Perché quelli del Benevento gli ricordano l’infanzia e i primi passi nel calcio, lo scudetto Primavera con De Rossi Sr., le vittorie con Florenzi, Viviani, Frascatore, i gol che incantavano tutti. Il ragazzo del Trullo s’è lasciato tutto alle spalle, ha reciso il cordone ombelicale che lo legava a “mamma Roma” ed ha cominciato un’altra vita calcistica all’ombra della Dormiente. Vuole risalire presto le gerarchie del calcio, ora che non solo sa segnare, ma riesce ad essere anche uomo squadra. Sempre con Francesco Totti nel cuore, anche in questa occasione in cui è stato il “pupone” a fare il verso a lui.
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