Conferenza infrasettimanale per Jakimovski. L’esterno offensivo ha esordito nel parlare della vittoria ottenuta al San Nicola: “E’ stato un risultato molto importante. Il gesto che ho fatto dopo il gol? Sono un professionista e lavoro per la mia squadra. Quel gesto (mano vicina all’orecchio ndr) era rivolto a quelle persone che mi hanno criticato quando giocavo a Bari. Li sono sceso poche volte in campo, ma quando l’ho fatto ho cercato sempre di dare il massimo. Il mister? Il giorno prima della partita mi ha chiesto il numero di presenze che ho totalizzato lo scorso anno. Io gli ho risposto cinque. A quel punto mi ha strappato la promessa di andare in gol. Sono felice di averla mantenuta.Proprio per questo dopo aver segnato sono corso ad abbracciarlo".
Condizione fisica – “Sono sincero. In estate ho lavorato con una squadra macedone che, inutile dirlo, è di un livello totalmente diverso rispetto al Benevento. Non sono ancora pronto, ma quando entro in campo non penso a questo. Cerco di dare il massimo e spero di entrare in condizione al più presto”.
Novara – “Mi aspetto una partita difficile. Per portare a casa i tre punti dobbiamo giocare come fatto nel corso delle ultime partite. Qual è il segreto di questi risultati? C’è grande entusiasmo. Siamo un grande gruppo e la società è sempre positiva con noi. Speriamo di continuare così”.
Ambientamento – “Devo ringraziare i miei compagni che mi hanno permesso di ambientarmi al meglio. Gli altri calciatori dell’est europeo? Pajac ha qualche difficoltà in più perché non parla italiano. Onestamente lo capisco perché anche io, nei primi mesi in Italia, ho vissuto la stessa situazione. Bene Bagadur e Puscas. Sono certo che faranno una grande carriera”.
Nazionale – “Questo argomento mi fa arrabbiare. In nazionale convocano chi, secondo me, non merita. Quindi non ne voglio parlare”.
Ivan Calabrese
