#IoCalcioOltre, la solidarietà di Benevento e Caritas

La società giallorossa regalerà biglietti per le partite interne ai più bisognosi

Benevento.  

#IoCalcioOltre, quando sport e solidarietà vanno a braccetto. Il Benevento Calcio e la Caritas si prendono per mano come e più di quanto non lo abbiano fatto finora e varano questa iniziativa perché come dice il presidente Vigorito “tra persone che hanno gli stessi interessi si parla col cuore, filtrando i pensieri e facendo apparire quello che dovrebbe essere il nostro modo di vivere”. #IoCalcioOltre si traduce in “essere vicini a chi ha bisogno”. “Molti ragazzi che vorrebbero venire allo stadio – spiega il presidente Vigorito – Non hanno i mezzi per farlo e noi abbiamo pensato di venire incontro a tanti di loro, non solo quelli individuati dalla Caritas, ma anche da quelle associazioni di volontariato che operano sul territorio e che ne facciano richiesta. Vogliamo far sì che le porte dello stadio si aprano anche a famiglie che abbiano particolare necessità. Non possiamo far venire tutti, altrimenti ci vorrebbe il Maracanà, ma tutti quelli che ci vengono segnalati, quell’elenco di nomi che hanno obiettive difficoltà ad acquistare il biglietto. A tutti quelli che già vengono allo stadio diciamo che non toglieremo il posto a nessuno di loro, ma dovranno essere loro stessi a pensare di “aggiungere un posto a tavola”. Il massimo dirigente giallorosso ha motivato con parole semplici questa nuova avventura: “In qualunque iniziativa con don Nicola non siamo partiti mai dal bisogno personale, a meno che non si parli del fatto di sentirsi meno egoisti la sera quando si va a dormire. Credo sia sempre l’ideale spendere un minuto del nostro tempo per dedicarlo agli altri. Non mi aspettavo che ci sarebbe stata una riunione come questa, nella quale molti ringraziano me e il Benevento Calcio per una cosa che invece ritengo naturale. Non bisogna ringraziare chi fa tanto poco nei confronti di chi invece fa davvero tanto. Si è generosi non perché si è ricchi, ma perché si è strutturati così. Badate bene che chi ha un milione non regala facilmente centomila euro, invece chi ha due euro finisce per darli entrambi”.

L’iniziativa presentata dall’addetto stampa del Benevento Calcio, la dottoressa Iris Travaglione (“… la voglia di andare oltre la sofferenza e l’emarginazione…”), ha un nome accattivante e una locandina estremamente simpatica. A illustrarla è stata la dottoressa Gabriella Giorgione: “L’hashtagh è di facile comprensione. “Io” è il Benevento calcio, che dice “io ci sono”. Ma non solo. Ognuno di noi c’è, quelle persone sedute sugli spalti ci sono. Ognuno deve dire mi rimbocco le maniche e guardo l’altro. E l’altro non è solo il disabile o la persona che ha bisogno, ma chiunque ci è vicino e non la guardiamo più. "Io" in prima persona perché in questo caso ci riferiamo al presidente Vigorito. “Calcio” è ovviamente la società, ma anche lo sport in generale. Tutte le squadre, la Lega. Dare un calcio ideale ai nostro pregiudizi, alla nostra pigrizia. Tanto poi ci sta chi ci pensa. Non è così. Ognuno di noi deve dare un calcio all’indifferenza e scendere in campo per andare “Oltre”. Vale a dire avere il coraggio di guardare oltre. Abbiamo preso l’abitudine di essere assuefatti all’immagine. Le notizie ci passano davanti giusto il tempo di un Like. “Oltre”, aggiungo ciò che ho imparato dal presidente Vigorito: “Dobbiamo smetterla di essere di…”. Bisogna andare “Oltre” le appartenenze: io sono qui e faccio, noi siamo soprattutto “fra” e “per” gli altri”. Poi l’illustrazione della locandina, della bimba che abbraccia il logo del Benevento Calcio: “Il disegno è di Giusy De Vita, abbiamo avviato il logo per la registrazione. La bimba tiene unite due realtà distanti: la bimba si chiama Sabiria, la radice “Sabir” si riferisce ad una lingua che era diffusa nel Mediterraneo, al 70% era lingua italiana (veneziani, genovesi) e al 30 araba, catalana, turca e spagnola. Era una "lingua non lingua", ma che faceva da tessuto connettivo affinché tutti riuscissero a parlare. Sabiria unisce il mondo del calcio e quello che deve prendere considerazione di sé e dare un calcio alle proprie ritrosie”.

Come sempre lucido l’intervento di don Nicola De Blasio, direttore della Caritas: “La Caritas di Benevento è diventata un modello grazie alla Chiesta di Benevento. Ringrazio il presidente Vigorito per la sua amicizia personale e perché è riuscito a fare calcio e a vincere in questa città che Monsignor Sprovieri diceva che era ammaliata dalla Dormiente, che fa dormire tutti. Lui è sempre vicino al mondo del sociale e dà sempre spazio a chi è meno fortunato. Dobbiamo fare del campo di calco un luogo di relazione. Più lo facciamo e più creiamo la comunità, quella fatta di incontri, della voglia di crescere e di farlo insieme. Il nostro impegno è che negli stadi ci siano le famiglie e l’integrazione. E la stampa è un mezzo straordinario per promuovere tutto ciò: come dice Papa Francesco la stampa è il ponte tra le istituzioni e il mondo esterno, un ponte teologico. Ha un compito fondamentale, perché attraverso l’impegno, arriva il messaggio che si riesce a veicolare. Anche la stampa deve dire IoCalcioOltre. Giustizia e verità, liberano l’uomo da ogni schiavitù. Questo è un progetto a 360 gradi, entriamo in relazione con  l’immigrato, con tutti quei soggetti che vogliono creare una fondazione di Comunità. Per tutto questo ringrazio il Benevento calcio”.

Franco Santo