La trasformazione del Grifone. Da bello e perdente a furbo e vincente. Non è una critica, anzi… Lo ha detto anche Bucchi sabato dopo la vittoria sul Cittadella: “Con quei numeri che aveva mica avremmo potuto attaccarlo senza pensarci? Abbiamo scelto di aspettarlo e colpirlo di rimessa e questo li ha sorpresi. Insomma abbiamo scelto di stare 10 metri più dietro, ma senza mai rinunciare ad offendere. E così abbiamo creato tanto”. Poche mosse, una su tutte: l’ingresso di Di Carmine in pianta stabile nella formazione base. Nelle prime giornate Bucchi aveva scelto Rolando Bianchi, ma non con gli stessi risultati. Prime cinque giornate con tre pareggi e due sconfitte, tre punti appena in scarsella. Poi la svolta: 1 a 0 con la Spal, 2 a 1 a Frosinone, 3 a 0 all’Avellino, 2 a 0 al Cittadella. Giocando con maggiore pragmatismo. Basti pensare che il possesso palla contro gli irpini di Toscano è stato 50% a testa, col Cittadella addirittura 40 e 60 a favore dei veneti. Bucchi lo dice senza nascondersi: “Eravamo più belli nelle prime giornate, ma non raccoglievamo nulla. Ci mancava la zampata sporca. Avevamo bisogno di trovare equilibrio tra prestazioni e risultati, l’abbiamo fatto”. Ecco dunque il prossimo avversario del Benevento. La squadra che contenderà i tre punti alla squadra giallorossa. Il Perugia ha fato il cammino inverso dei giallorossi: è partito col freno a mano tirato, poi si è sciolto abbracciando il pragmatismo. Quello che ha bisogno di ritrovare al più presto la compagine di Baroni.
Benevento attento, questo Perugia si è fatto furbo
Tre punti nelle prime cinque partite, poi quattro vittorie di fila
Benevento.
