Era Lucioni ma sembrava Del Piero

Il gol del difensore giallorosso ha ricordato la fuga di Pinturicchio a Dortmund nel 2006

Benevento.  

Dal Westfalenstadion al Ciro Vigorito, da Alessandro Del Piero a Fabio Lucioni. Sono trascorsi quasi nove anni da una delle partite più emozionanti della storia del calcio italiano. Era il 4 luglio 2006 e a Dortmund gli Azzurri affrontavano i padroni di casa della Germania nella semifinale del mondiale tedesco. Dopo il gol di Grosso, arrivato al 119', i teutonici si riversarono in avanti alla ricerca del pareggio. Allo scadere del secondo supplementare, però, uno dei contropiedi più belli di sempre finì per premiare la grinta e la tenacia di Alessandro Del Piero. Superfluo descrivere nuovamente l'azione. Palla recuperata da Cannavaro sulla trequarti difensiva e poi servita a Totti per la ripartenza fulminante. Da Totti a Gilardino, da Gilardino a Del Piero. Da Del Piero al gol. Dal replay si intuisce come Pinturicchio creda fin da subito in un esito positivo della situazione, partendo con caparbietà dalla sua area alla ricerca sfrenata della gioia personale che poi avrebbe meritatamente trovato. Un passo indietro obbligatorio per collegarci alla prodezza di Lucioni contro la Paganese. Azione simile nei termini anche se stilisticamente differente. D'Agostino orchestra per Eusepi che dopo un primo controllo vede il movimento convinto del difensore centrale e lo serve con una magia. Il tempismo di Lucioni e l'intuito di attaccare lo spazio giusto sono dettagli che raramente appartengono a un difensore in simili dinamiche di gioco, ma "lo Zio" ha dimostrato più volte di trovarsi ovunque a suo agio. E questo è un gol in cui ha creduto al cento per cento, esattamente come Del Piero a Dortmund. 

 

Francesco Carluccio