Un punto di vista, quello più sentito perchè si tratta del presidente che ha vinto di più con la stessa società e perchè sta per passare la mano a un nuovo gruppo e non è mai facile. Massimo Taddeo ha avuto modo di vedere ancora una volta la sua creatura all'opera, ma stavolta diretta da altre mani. Ovvio chiedergli un'impressione, ovvio sapere da lui verso che direzione sta andando la società beneventana che ha vissuto un'estate calda e che forse sente ancora qualche fiammata di calore addosso.
“Premetto – inizia l'ex presidente – che il mio è solo un punto di vista e alla fine spero proprio di sbagliarmi. Sono stato sul campo perchè la nuova società mi ha invitato e così farò ogni volta che me lo chiederanno. Premetto che sono ancora presidente, il passaggio effettivo ancora non avviene. Adesso svincolerò tutti i ragazzi, poi sarà la nuova società a trattare e decidere se potranno rimanere o meno. Il mio accordo era di liberarli a fine stagione”.
ALLENATORE – La prima impressione, e non poteva essere altrimenti, è sul volto nuovo di questa stagione, mister Germano.
“I miei punti di vista sono completamente differenti da quelli della nuova società. Cercavano un allenatore che avesse voglia di mettersi in gioco e di accettare anche certe situazioni a livello economico e ovviamente questa è una scelta lontana dal mio punto di vista. Di sicuro mister Germano non è stato scelto per i risultato ottenuti, non per il suo modo di essere, non per il modulo, per nulla di strettamente calcistico. Questo è un allenatore che nessuno conosceva quindi nessun motivo calcistico è stato preso in considerazione, è normale che il discorso è di natura economico. Di sicuro non avrei agito così, ma, sia chiaro, nulla contro l'allenatore, non ho argomenti per poterlo giudicare ma, ripeto, avrei scelto in base alle mie conoscenze. Devo, però, dire che, per quel poco che ho visto non mi è neanche dispiaciuto. Si è posto bene con i ragazzi”.
GESTIONE SOCIETARIA – Che le due gestioni, la vecchia e la nuova, siano completamente diverse lo si è capito dai presupposti, non serviva altro.
“Questa è una considerazione normale, la mia gestione sarebbe stata diversa sotto tutti i punti di vista. Fino a un certo punto l'ho fatto, poi ho deciso di farmi da parte. E devo dare atto ai ragazzi di lavorare tra mille difficoltà, questa è una cosa meritevole. Ecco, se proprio devo bacchettare Giulio Vallone, a chi mi chiedeva lumi sulla stagione prossima, non avrei mai detto che anche la retrocessione sarebbe andata bene. Questo, anche se c'è crisi, non è il segnale da dare ai giocatori. Se deve essere così, a questo punto, poteva andare bene fare un passo o due indietro e partire da altra categoria con una squadra più competitiva. Invece il discorso di Giulio ha senso se si decide di azzerrare tutto senza big e ripartire con giocatori giovanissimi”.
PROSPETTIVA – “Con tutti i big e qualche under, credo che avranno gli stessi problemi che abbiamo avuto noi quest'anno. Considerando che saranno neofiti i problemi saranno maggiori, ma spero che imbroccheranno la strada giusta per raggiungere una salvezza tranquilla. E' difficile anche perchè il girone sarà più duro del precedente. Non vedo una squadra cuscinetto e alla fine mi auguro che non sia proprio la Forza e Coraggio”.
Fabio Tarallo
