Boys esagerata, 11 reti al Dugenta

Poker di Mendil, tripletta per Portone e Picozzi. La Virtus è avvertita.

Benevento.  

BOYS CASERTA MADDALONESE-DUGENTA 11-1

BOYS CASERTA M.: Sapone, Cristiano (10’ s.t. Antonucci), Loreto, Di Pippo, Ferraro, Orefice (15’ s.t. Picozzi), Rocco (30’ p.t. Ndiaye), Papa, Barletta, Mendil, Portone. All. Di Napoli

DUGENTA: Del Bene, Basilico, Abbatiello, Gisondi A., Rispoli, Di Meo, Suppa, Legnante, Cinelli, Anatriello, Celestino. A disp. Di Caprio, Sellitto, Gisondi G. All. Piccoli

Arbitro: Cetrancolo di Frattamaggiore

Reti: 24’ p.t., 28’ p.t., 22’ s.t. Portone, 27’ p.t., 40’ p.t., 43’ p.t., 10’ s.t. Mendil, 15’ s.t., 25’ s.t., 35’ s.t. Picozzi, 32’ s.t. Anatriello (D), 37’ s.t. Ferraro

Prima del fischio d’inizio, la Boys Caserta Maddalonese ricorda Giuseppe Feola, calciatore casertano morto un anno fa in un tragico incidente stradale. Un minuto di raccoglimento, una targa e un mazzo di fiori consegnato dal capitano della Boys Caserta al padre di Giuseppe presente al campo sportivo di Casolla. La casella dei gol realizzati raggiunge quota 80 reti con gli 11 messi a segno contro il malcapitato Dugenta. La Boys Caserta non si risparmia e annienta i beneventani, onnipotenti al cospetto di una squadra nettamente superiore. A Casolla si perde il conto dei gol. Alla fine il tabellino recita: 4 reti Mendil, 3 a testa per Portone e Picozzi e 1 per Ferraro. Magra consolazione per Anatriello autore del gol della bandiera. La Boys in campo con la maglia celebrativa in memoria di Giuseppe Feola al 24’ apre le danze: lancio di Orefice, sponda di testa di Barletta per la conclusione vincente di Portone. Passano 4’ ed è 2-0: Mendil su assist di Portone supera il portiere ospite. Poi di nuovo Portone su servizio di Ferraro cala il tris. Chiudono il primo tempo sul risultato di 5-0 nuovamente Portone e Mendil. Nella ripresa sale in cattedra anche Picozzi autore di una tripletta che porta il punteggio sull’8-0, poi chiudono la sagra dei gol Portone, Mendil e Ferraro. La Boys adesso è diventata ufficialmente l’ombra della Virtus.

di Ionut Stefan Di Nuzzo