Definirla amarezza è poco. Una vittoria che sembrava messa in cassaforte per il San Martino, capace di arrivare fino al 3 a 1 a cinque minuti dalla fine, ma allo stesso tempo capace di farsi fare due gol da un Solopaca che, come avevamo detto in sede di presentazione della sfida, ha venduto cara la pelle prendendosi un pareggio che porta in dote anche tanta speranza. Questo non è andato giù alla squadra che ha preso la via degli spogliatoi senza andare a salutare i tifosi presenti a Solopaca, anche loro amareggiati. Sommare due cose del genere ha portato a una sorta di frattura nei confronti di una formazione che non ha ringraziato chi ha fatto dei sacrifici per sostenere la propria compagine e ha dovuto fare ritorno a casa con un'amarezza difficile da mandare giù.
“Si è trattato solo di uno sfogo dei tifosi – inizia Palluotto, sugli spalti in questa sfida per scontare l'ultimo turno di squalifica – nei confronti di una squadra che ha subito l'ennesimo pareggio a tempo scaduto e che non è andata a salutare, come di consueto, i tifosi che ci seguono in ogni trasferta. O meglio l'unico ad andare è stato Santini che ha parlato con loro, io ero distante da questo episodio e non ho sentito i termini del discorso ma è finita lì. So che da parte nostra è doveroso andare a salutarli perchè fanno sacrifici per seguirci in ogni trasferta”.
Uno screzio tra fidanzati, ricomponibile, Palluotto non parla assolutamente di frattura.
“Nessuna frattura, ci mancherebbe. C'era amarezza da entrambe le parti. Purtroppo fuori casa è un periodo che ci gira male. Sembriamo dei brocchi lontano da casa e dimentichiamo come si gioca a calcio. Impossibile prendere due gol da un Solopaca sulle gambe. Ci troviamo 3 a 1 a 5' dalla fine, togliamo la rete del pareggio che è un vero e proprio jolly pescato, ma non si può prendere il 3 a 2 dopo la palla al centro e a difesa schierata. Ma ripeto, nessuna frattura, solo amarezza. In fondo si parla di squadra e giocatori, un gruppo di persone che si conoscono anche fuori dal campo, che sono amici. Va anche compreso lo stato d'animo della formazione che, dopo un risultato del genere, vorrebbe mettere la testa nella sabbia ma nulla più”.
La soluzione per ricomporre tutto è quella più facile.
“Non ci resta che vincere contro il Serino sabato, mettere in cascina altri punti salvezza in un torneo nel quale questo obiettivo è ampiamente alla nostra portata. La nostra è solo una questione di vittoria, battere il Serino servirebbe a ripianare qualsiasi cosa e ridarci un po' di fiducia”.
di Fabio Tarallo
