San Martino - tifosi, c'è ancora distanza

Gli ultras caudini hanno inscenato una protesta in occasione dell'ultima gara di campionato

Benevento.  

La netta vittoria non è servita a placare gli animi. O meglio prima della sfida c'era da aspettarsi che qualche messaggio da parte dei tifosi arrivasse alla squadra. I soggetti in questione sono i tifosi del San Martino e la stessa squadra di Lo Iaco. L'antefatto è abbastanza recente e si tratta della gara tra Solopaca e San Martino con la compagine di Vitelli che ha raggiunto il pareggio in pieno recupero. E i caudini, per la grande delusione, hanno abbandonato il campo senza salutare i propri tifosi. Questa la scintilla che ha acceso gli animi. La protesta è arrivata puntuale nella gara casalinga contro il Serino. I tifosi del San Martino hanno fatto il proprio ingresso con un quarto d'ora di ritardo. Passato questo tempo, c'è stato l'ingresso sugli spalti del Pignatelli con l'esposizione dello striscione al contrario e un altro con un messaggio inequivocabile: “Meritiamo rispetto”. Una protesta impressa su un telo bianco, semplice ma di impatto. Nonostante questo, comunque, i tifosi hanno cominciato a sostenere la squadra, grande segno di maturità e la stessa formazione di Lo Iaco ha risposto con una prestazione gagliarda e convincente, conclusa con una vittoria per cinque reti a zero. Nonostante tutto, però, non c'è stata festa finale, nessuna riconciliazione tre le parti. Il motivo? I tifosi hanno proseguito nella protesta abbandonando il “Pignatelli” con un quarto d'ora d'anticipo, segnale che non tutto è stato digerito, dimenticato. Ora inizia il compito più difficile per il San Martino. C'è da conquistare una salvezza nel campionato di Promozione e c'è da riconquistare la fiducia dei propri tifosi, quelli che, per i caudini, hanno rappresentato sempre il dodicesimo uomo in campo. Ci si può riuscire a suon di vittorie e prestazioni e in tal senso un primo tassello è stato messo. Serve pazienza ma alla fine l'amore per la maglia farà riesplodere l'amore tra le parti.

di Fabio Tarallo