«La provincia sannita non mi dava più stimoli»

L'arbitro Iannazzone è pronto per l'esordio con la Sezione di Avellino

Benevento.  

Non c'è solo il via vai di giocatori, ma anche il mercato degli arbitri, se così si può definire. Dopo quindici anni di attività, Carmine Iannazzone, giovane arbitro sannita di 32 anni, ha deciso di lasciare la sezione di Benevento per approdare a quella di Avellino. Una nuova esperienza dopo le dieci vissute nel capoluogo sannita, le quattro a Milano, è passato ieri nel capoluogo irpino dove raggiunge l'altro sannita e collega Alfredo Della Porta che è operativo da un mese ad Avellino.

“Una scelta personale – inizia Iannazzone – dettata dalle ambizioni. A Benevento era diventato difficile poter continuare per svariati motivi legati al lavoro e per una questione di stimoli diversi utili ad avere l'entusiasmo necessario per arbitrare. Certo la sezione di Benevento ha cercato in tutti i modi di farmi tornare sui miei passi, ma alla fine hanno capito le mie motivazioni e ci siamo lasciati da signori, con una sincera stretta di mano”.

Così è partita questa nuova avventura che vedrà il direttore di gara già impegnato in questo fine settimana, con l'esordio assoluto.

“Ad Avellino mi conoscono e mi hanno detto subito di sì. C'è stima nei miei confronti, ci siamo visti personalmente col presidente della sezione, Zaccaria, che mi ha dato il benvenuto. E domenica si parte con una sfida soft, una gara di terza categoria a Monteforte: Mercogliano – Cesinali. Una gara che non dovrebbe presentare grossi problemi in attesa di gare più complicate. Diciamo che si tratta di una prima utile a chi di dovere per valutarmi sul campo”.

Al di là della grande esperienza, Iannazzone sta vivendo questa attesa con grande emozione.

“E' vero che arbitro da quindici anni, ma questo non mi permette di silenziare l'emozione. Vado in un territorio diverso con grandissimo entusiasmo. Ho avuto modo di capire col tempo che l'Irpinia, calcisticamente parlando, è un passo avanti al Sannio. Anche questo mi fa andare via, la consapevolezza che da noi la situazione si sia stagnata. Basti solo pensare che per la Terza il comitato di Avellino riesce ad organizzare cinque gironi, quest'anno a Benevento solo due. E bisognava dividersi undici gare in 24 arbitri”.

Il fatto di essere in tanti con poche gare, alla fine ha portato questo arbitro ad avere una difficoltà diversa, i contatti con i giocatori diventavano sempre più stretti e questo ha tolto molti stimoli.

“E' dura andare via da Benevento ma ho notato col tempo che arbitrare amici era diventato insostenibile. E' bello essere apprezzati e conosciuti ma quando commettevo degli errori questi non venivano sottolineati e questo non è bello per me, perchè anche le critiche, soprattutto le critiche, fanno crescere. Una decisione meditata che, però, dovevo prendere. Non mi resta che salutare e ringraziare il presidente della Sezione di Benevento, Castracane, il vicepresidente, il segretario della Sezione e Vincenzo Orrei, un ragazzo che fa tantissimo per far crescere la sezione sannita”.