Napoli, i destini paralleli di Allan e Barella

Il PSG insiste per il brasiliano, gli azzurri dettano le condizioni. Rilancio per il talento sardo

napoli i destini paralleli di allan e barella
Napoli.  

Dal pressing a perdifiato, in campo, di Allan, che ha fatto innamorare i tifosi del Napoli, a quello fuori dal campo del PSG, per strappare il centrocampista brasiliano agli azzurri a suon di milioni di euro. Un braccio di ferro in cui De Laurentiis, a Los Angeles per un progetto cinematografico, sta per ora tenendo duro come certificato dalla prima offerta, di 80 milioni di euro, declinata per l'ex Udinese. Sabato sera, però, il presidente sarà in Italia per stabilire la definitiva strategia relativa alla posizione del mediano. Le idee sembrano, in ogni caso, essere già piuttosto chiare: Allan resterà all'ombra del Vesuvio a meno di una cifra pari, o addirittura superiore, ai 100 milioni, bonus esclusi. Impossibile, infatti, pareggiare la proposta di ingaggio di 8 milioni a stagione avanzata dai parigini. E allora, si proverà un rinnovo, a cifre inferiori, ma se, invece, addio dovesse essere, lo sarà alle condizioni partenopee.

Viceversa, oltre a Rog, a gennaio non ci sarà nessuna uscita dalla rosa. Di pari passo è, però, serrata la trattativa per il potenziale erede del mediano sudamericano: Barella del Cagliari. Su di lui anche Chelsea e Inter, ma Giuntoli si sarebbe portato avanti rispetto alla concorrenza rilanciando con una proposta di 40 milioni per il cartellino, o 20 più Ounas e Rog, ma, soprattutto, con quella di un compenso, per il talento classe '97, da 4 milioni di euro netti a stagione sino al 2024.

Intanto, è partito il ricorso avverso la squalifica di Koulibaly: “Va cancellata perché fu ingenerata da provocazioni razziste non punite dall'arbitro. Nel corso della gara con l'Inter è stato ignorato il regolamento." Queste le motivazioni, pressoché inedite, inserite nell'istanza inoltrata per richiedere l'annullamento della sanzione disciplinare nei confronti del difensore senegalese. Intanto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti, fa retromarcia sulla linea dettata dal ministro dell’Interno Salvini (non sopendere le partite in caso di buu razzisti, ndr): "Per lo stop delle partite valgono le regole UEFA e FIFA."