Hamsik e il miraggio cinese: "Pagare moneta, vedere cammello"

Due retroscena dietro al clamoroso dietrofont per la cessione dello slovacco al Dalian

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Napoli.  

Incredibile, ma vero: dopo aver salutato amici e compagni di squadra, con tanto di cena di addio; dopo aver ricevuto il caloroso arrivederci degli insegnanti e degli alunni dell'istituto “Daniel Defoe” di Varcaturo, dove i suoi tre figli vanno a scuola, come ormai noto, Marek Hamsik non partirà più alla volta della Cina e resterà a Napoli e al Napoli. Ieri sera, su Twitter, attraverso il profilo ufficiale del club partenopeo, l'annuncio ufficiale dell'inattesa “fumata nera” al momento dello scambio dei documenti; nonostante il sì dello slovacco al trasferimento al Dalian già messo nero “su bianco”: “Il calcio Napoli ha deciso di soprassedere alla cessione di Marek Hamsik ai cinesi poiché le modalità di pagamento della cifra pattuita non collimano con gli accordi precedentemente raggiunti”.

Un post, poi pubblicato pure sul sito ufficiale della SSC Calcio Napoli, diventato immediatamente virale. Clamoroso, ma reale. A far saltare l'affare sarebbe stata, innanzitutto, la volontà da parte del club, allenato dal tecnico Shuster, di pagare in più rate i 20 milioni per definire l’acquisto del capitano del Napoli: che, dunque, era e resta tale. Una modalità di saldo del corrispettivo dovuto che avrebbe generato un secco “stop” da parte del presidente Aurelio De Laurentiis.

Altro nodo, nato in extremis la modalità, della cessione: a titolo definitivo stando a quanto richiesto dal direttore sportivo Giuntoli mentre gli asiatici avrebbero chiesto un prestito con obbligo di riscatto. E, allora, a giochi fatti, proprio le parole di ADL, proferite lunedì mattina, nel corso della presentazione del ritiro di Dimaro, assumono un valore diverso: “Pagare moneta, vedere cammello”, aveva sintetizzato il patron. Un metaforico cammello, con tanto di cresta, che per i cinesi del Dalian resterà solo, per rimanere in tema di deserto, null'altro che un miraggio.