Boni al Quirinale da Mattarella pensando a Tokyo 2020

Il campione napoletano ricevuto dal Presidente della Repubblica dopo i Mondiali di Londra

Napoli.  

Il Quirinale come punto di approdo di una stagione che poteva certamente riservare risultati migliori. Vincenzo Boni è tornato alla corte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme alla squadra di nuoto paralimpico, che ai campionati iridati di Londra, ha stupito ed emozionato con ben cinquanta medaglie.

La presenza a Roma per ricevere ringraziamenti e riconoscimenti è sempre meritata per questi ragazzi che, ogni giorno, lavorano duramente, diventando esempio di speranza e riscatto agli occhi di chi vive la disabilità come un avversario insopportabile con cui convivere.

Per il nuotatore del Caravaggio Sporting Village di Napoli e delle Fiamme Oro questa apparizione nei saloni del Quirinale ha avuto un sapore diverso rispetto al passato. Boni non ha vissuto la sua stagione migliore. Ha trovato difficoltà ad esprimersi al meglio nell’appuntamento più importante dell’anno. Ed è addirittura tornato a casa senza medaglie. Una novità assoluta per uno degli atleti più vincenti della categoria S3.

A Glasgow e a Città del Messico, tra il 2015 e il 2017, le cose erano andate diversamente. Anche alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro aveva vissuto l’emozione del podio. Un terzo posto che l’ha catapultato nel gotha del nuoto paralimpico mondiale, perché una medaglia vinta gareggiando sotto il sacro fuoco di Olimpia vale più di ogni cosa.

Il 2019 quindi può essere catalogata come una stagione poco positiva. Ma non tutto va buttato. Boni è ormai atleta esperto. Sa bene che i mancati risultati possono dipendere da varie situazioni su cui si può lavorare. E certamente lo farà con il suo staff che fino ad ora gli ha sempre permesso di essere competitivo.

Il 2020 sarà una stagione da vivere tutta d’un fiato con l’emozione dell’avvicinamento alle Paralimpiadi di Tokyo. Vincenzo, inutile negarlo conoscendo la sua ambizione da atleta vincente, non ha nessuna intenzione di andare in Giappone come se fosse in gita. Per vedere una delle città più belle del mondo ci sarà tempo, nella capitale nipponica l’obiettivo sarà lasciare il segno nelle sue gare.

Il campione partenopeo ci crede. Ha la mentalità giusta per reagire ad un passaggio a vuoto come può capitare a tutti gli sportivi di livello, e soprattutto ha il tempo per programmare il percorso di avvicinamento alle gare di preparazione all’evento più importante del quadriennio. Quello in cui, per i vincenti come lui, conta solo salire sul podio.