Se il ritiro basterà o meno a superare la crisi sarà solo il campo a dirlo. Oltre alle inevitabili tensioni lasciate in eredità dai soli 4 punti raccolti nelle ultime 6 giornate di campionato, il Napoli prova a ripartire da un asse, magari meno solido e più scricchiolante del passato, ma rinsaldato proprio in questi giorni e settimane particolarmente delicati: quello tra Aurelio De Laurentiis e Carlo Ancelotti. Il presidente e il tecnico sono in costante contatto telefonico per bypassare le voci di corridoio e i rumors, talvolta preoccupanti. Il mister avrebbe rassicurato il numero uno del club azzurro circa l'umore della squadra; il patron, da par suo, non starebbe mancando di far sentire la propria vicinanza a “Mr Champions” per metterlo nelle migliori condizioni psicologiche possibili per lavorare, anche se contano i risultati e, rassicurazioni di rito a parte, Ancelotti per primo, da navigato uomo di calcio, sa bene quanto saranno decisive le prossime due partite contro Udinese e Genk. Orecchie incollate agli smartphone per cercare di fare quadrato e occhi puntati sull'infermeria dove sono arrivate notizie positive sulle condizioni di Koulibaly: il difensore sengalese, rimasto vittima in allenamento di un trauma contusivo alla spalla sinistra, è stato convocato per la trasferta di domani alla “Dacia Arena”, ma sarà risparmiato in vista del match di Champions League al “San Paolo” - che oggi compie 60 anni - in programma martedì, alle 18:55, contro i belgi.
Napoli, ADL al fianco di Ancelotti per uscire dalla crisi
Le prossime due partire saranno decisive, ma il presidente e il tecnico fanno fronte comune
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