Le carte sono scoperte. Il Napoli non convince (neanche un po'), ma vince. Un gol di capitan Di Lorenzo - quando qualcuno in quel ruolo fa la differenza - e un autogol più goffo di un salto triplo di Benny Hill lanciano i partenopei verso il tricolore. In mezzo tanta fatica e pochi acuti. Tra questi un paio di Lozano, peraltro infruttuosi (com'è ormai sua consuetudine), e uno di Elmas, convinto dai complimenti di Spalletti di essere il Garrincha che non è. Tutti scarichi.
Così all'improvviso e mentre ci godevano la "grande bellezza" proprio non si capisce perché. A poco servono le giustificazioni del mister su una pausa mortifera con le rispettive nazionali, manco se avessero fatto (andata e ritorno) tutto il cammino di Santiago di Compostella almeno un paio di volte. La difesa è diventata svagata e poco sicura. Il centrocampo, nonostante un Lobotka in crescita rispetto alla controfigura di domenica scorsa, non convince. Elmas (ancora lui) ha portato contro il Lecce, poi, solo un ennesimo contributo di confusione senza né capo né coda, facendo addirittura rimpiangere quella versione (solita) di uno Zielinski più pavido di Stan Laurell e Buster Keaton messi insieme. Come dicevo, le carte erano scoperte.
La presenza di Mario Rui nel Salento fa essere certi della discesa in campo a Milano mercoledì in Champions del redivivo (e tosto) Mathias Olivera, come di Matteo Politano sulla fascia opposta. Per il resto non possiamo che pregare che recuperi Victor Osimhen, visti anche l'infortunio muscolare del Cholito Simeone e l'inconsistenza attuale di Giak Raspadori. Anche perchè senza il senegalese pare proprio che Kvaratskhelia non ci si raccapezzi più. Così la formazione azzurra di mercoledì sera pare sia proprio fatta. Quanto ai rossoneri, esaltati da tutti come il nuovo Real Madrid (e già pronti a sfidare quest'ultimo nella finale della massima coppa europea per club), avevano messo molte seconde linee contro l'Empoli in casa, tanto da impattarci inopinatamente, come il Titanic contro il gigantesco iceberg del Mare del Nord, e subito dopo sfumare fino al remoto orizzonte dei 22 punti di distacco dalla vetta della classifica. "Misteri della vita", direbbe, non senza una buona ragione, l'officiante domenicale di turno. Non resta che imitare (ahimè) la simpatica e brava squadra toscana, per fare in modo di uscire indenni mercoledì da San Siro e giocarsi tutto al ritorno (se ne siamo ancora capaci).
