Ha ragione il capitano Di Lorenzo, si vada a Milano in Champions a mente libera, per giocare e (non) far giocare, come si faceva fino a poco tempo fa.
Lobotka ritrovi il caimano che è in lui, Anguissa vada su e giù (e in lungo e in largo) per il campo come un pendolo a scoccare le ore, e Zielinski torni a essere sgusciante abbastanza da non lasciare punti di riferimento o ripartenze (già sai).
Chiunque guidi il nostro attacco, Kvaratskhelia non smetta di essere ardito e Politano - sono certo giocherà - interista. È ora di pensare all'Europa che conta e alle gesta lì mai realizzate.
