Il Napoli si ritrova a fare i conti con le proprie paure proprio sul più bello. La sconfitta di Bologna ha lasciato scorie pesanti a Castel Volturno e Antonio Conte, alla ripresa degli allenamenti, non ha nascosto tutta la propria amarezza. Toni duri, muso lungo e un messaggio chiaro alla squadra: il traguardo è ancora lì, a portata di mano, ma rischia di sfuggire se il gruppo continuerà ad alternare prestazioni di spessore a cadute inspiegabili.
Non è una novità vedere Conte furioso dopo una battuta d’arresto. Fa parte del personaggio, del suo modo di vivere il calcio e trasmettere tensione agonistica. Stavolta però la delusione sembra andare oltre il semplice risultato. Perché il ko del Dall’Ara ha riportato alla luce un limite che il Napoli si trascina dietro per tutta la stagione: l’incapacità di dare continuità nei momenti decisivi.
Le stecche, in effetti, non sono mancate. Dai passi falsi contro Bologna, Udinese e Torino ai pareggi interni con Verona e Parma, gare nelle quali gli azzurri hanno lasciato punti pesanti per strada, talvolta accompagnati anche da episodi arbitrali contestati. Il problema, però, resta soprattutto mentale: quando c’è stato da dimostrare maturità e fare il salto definitivo, il Napoli troppo spesso si è fermato sul più bello.
Per questo Conte ha deciso di tenere il gruppo sotto pressione. Sei ore complessive al centro sportivo tra allenamento mattutino, pranzo di squadra e seduta pomeridiana. Un mini ritiro non dichiarato, ma dal significato evidente: ritrovare concentrazione e fame in vista della sfida col Pisa, che nonostante la retrocessione resta un ostacolo da non sottovalutare. Anzi, proprio questo è il timore dell’allenatore: che la squadra possa abbassare la tensione contro un avversario apparentemente senza obiettivi e falcidiato da assenze tra squalifiche e infortuni.
Conte, infatti, ha voluto ribadire che nessuno ha il posto assicurato. Tutti sotto esame. Anche Vanja Milinkovic-Savic, preferito spesso a Meret ma apparso incerto contro il Bologna. Il messaggio è chiaro: conta soltanto chi dà garanzie adesso, nelle ultime due partite che valgono una stagione intera.
Sul fronte delle notizie positive, arrivano segnali incoraggianti dall’infermeria. Vergara, già convocato nell’ultima gara, può tornare utile in Toscana, mentre anche David Neres viaggia verso il recupero. E soprattutto Conte spera di ritrovare Kevin De Bruyne, che consentirebbe al tecnico di presentarsi praticamente con l’organico al completo per il rush finale, eccezion fatta per Lukaku.
Ora però non bastano i recuperi. Servono risposte. Immediate. Perché il margine d’errore è finito e il Napoli sa bene che sprecare ancora un’occasione del genere sarebbe un fallimento difficile da digerire.
