Allegri: "Non tutto è perduto: siamo in corsa per ogni obiettivo"

"De Laurentiis? È consapevole della situazione. Lucca? Era bravo quando fu comprato lo è anche ora"

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Napoli.  

Dopo il pareggio in rimonta per 1-1 contro la Lazio capolista, Massimiliano Allegri sceglie la via del pragmatismo e della calma olimpica per tracciare la rotta del suo Napoli. Arrivati al match tra la tensione della piazza, i fischi e le recenti cadute con Porto e Torino, il tecnico livornese vede nel punto conquistato al Maradona non un acconto di consolazione, ma un «piccolo mattoncino» su cui edificare la ripartenza azzurra.  

La metafora della tempesta e l'obiettivo Champions

"Quando siamo in mare con la tempesta, bisogna portare la barca in porto", ha esordito Allegri ai microfoni di Dazn, vestendo i panni di chi predica lucidità e rifiuta i drammatismi. L'allenatore riconosce senza infingimenti la ritardata marcia in campionato ("Siamo indietro in classifica, non ci dobbiamo preoccupare ma dobbiamo avere ben presente la realtà delle cose"), rifiutando tuttavia ogni sentenza di condanna precoce:  

"Non è tutto perduto: non siamo fuori né dalla Champions e né dalla lotta per i primi quattro posti. I momenti difficili ci sono all'interno di una stagione e vanno affrontati in totale serenità, lavorando seriamente e dando più semplicità alle cose."

  

Per dare forza al suo concetto, Allegri ha rievocato i corsi e ricorsi storici della sua carriera, ricordando la rimonta vissuta sulla panchina del Milan quando recuperò ben otto punti di margine svaporati nel giro di un mese.

La chiave tattica nell'intervallo: De Bruyne e McTominay

Oltre alle parole di principio, il post-partita ha rivelato i retroscena di campo. Allegri ha spiegato con la consueta schiettezza la mossa che nel secondo tempo ha propiziato l'1-1 con l'autorete di Pedraza: l'inversione di posizione tra le due mezzali, Kevin De Bruyne e Scott McTominay.

"Nel primo tempo crossavamo molto da sinistra ma Vergara sulla destra era ben coperto", ha illustrato il tecnico. "Così all'intervallo ho detto a Lang di cercare la palla tagliata sul secondo palo e ho invertito McTominay e De Bruyne per sfruttare la fisicità e gli inserimenti di Scott". Una correzione che ha trasformato l'inerzia della gara, regalando un secondo tempo di marcata trazione azzurra.  

Il caso Noa Lang, la difesa di Lucca e la sintonia con De Laurentiis

Ampio spazio è stato dedicato ai singoli e all'umore dell'ambiente:

Su Noa Lang e i fischi del Maradona: Di fronte all'episodio dell'esterno olandese, beccato dal pubblico dopo un gesto rivolto verso la curva, Allegri ha smorzato i toni: "Per i tifosi, quando si vince siamo tutti bravi, se non succede lo siamo un po' meno. Il pubblico ci è stato vicino; quello che posso garantire è che la squadra sta dando il massimo a livello fisico e mentale".  

Su Lorenzo Lucca: Sollecitato dalle domande dei giornalisti in conferenza sul momento opaco dell'attaccante, il mister gli ha fatto da scudo: "Lucca è in un momento di difficoltà. L'hanno preso lo scorso anno e ne avranno visto le qualità. Se era bravo prima, lo sarà anche adesso".

Sul rapporto con la società: Riguardo al confronto interno con il presidente Aurelio De Laurentiis, il tecnico ha ribadito il pieno allineamento: "Col presidente parlo sempre. Abbiamo tutti ben presente la realtà delle cose: io, i giocatori e la società".

Lo sguardo alla sosta: "Avremo sette gare in un mese"

In chiusura, il messaggio di Allegri guarda direttamente al calendario e al rientro dalla sosta per le nazionali. Una sosta definita "provvidenziale" per ricaricare le pile mentali ma soprattutto per svuotare un'infermeria fin troppo affollata, in vista del tour de force che attende il Napoli con ben sette partite ravvicinate prima del termine dell'anno. La ricetta finale rimane la stessa: ordine, serietà e recupero delle energie.