Macroregione del sud, Caldoro: Pronti a sfida su autonomia

"L'unico modo per vincere la partita è metterci insieme e diventare più forti"

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E' partita la raccolta di firme. Oggi alla Regione sarà illustrato il progetto. Caldoro avverte: non bisogna avere paura dell'autonomia, dobbiamo recuperare il ritardo

Macro Regione del Sud, è partita ufficialmente in Campania la raccolta di firme per chiedere l'indizione del referendum consultivo finalizzato all'attivazione degli articoli 116 e 117 della Costituzione. Il comitato promotore ha ora 90 giorni per raccogliere le 10mila firme necessarie alla convocazione della consultazione referendaria. L'iniziativa verrà illustrata nelle prossime ore nel Palazzo del Consiglio regionale della Campania.

Alla conferenza stampa interverranno il presidente del Comitato promotore del referendum per l'istituzione della Macroregione autonoma del Sud, Alessandro Sansoni, l'ex presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, il coordinatore provinciale di Avellino della Lega, Sabino Morano, i leader dei movimenti meridionalisti Insorgenza Civile e Movimenti federalisti di base, Nando Dicé e Sergio Angrisano.

Ma di cosa si tratta in sostanza? È un progetto che si contrappone al regionalismo differenziato?

“No, in realtà la nostra proposta non nasce in contrapposizione al nord, ma per arrivare ad avere un sud più unito e più forte – spiega Stefano Caldoro – L'autonomia è una grande sfida, non bisogna avere paura di cambiare. Del resto lo status quo non ci ha aiutato. Rimanere fermi non giova a nessuno, soprattutto a noi.Dobbiamo capire che l'autonomia non è un pericolo ma un'opportuntà. Però ci vogliono livelli di garanzia chiari – aggiunge l'ex presidente della Regione - Diritto alla salute, istruzione e assitenza non possono avere trattamenti diversi. Queste cose vanno riequilibrate e stanno scritte nella Costituaione e anche nella legge 42 sul federalismo fiscale che io ho contribuito a scrivere. La Costituzione oggi non permette la nascita di macroregioni, ma io propongo un sud più forte e unito”

Unito come? Geograficamente? Nelle sue funzioni?

“Non è che domani ci mettiamo con la matita a cambiare i confini di Campania e Puglia. Ma siamo certi che unire le forze può renderci più competitivi. Il ciclo integrato delle acque ad esempio: dobbiamo gestirlo unitariamente. In poche parle quello che i comuni hanno fatto con l'unione dei comuni. Gestiamo insieme alcuni servizi: penso all'energia alternativa, alla mobilità. Il sud ne ha bisogno più del nord. Loro lo stanno già facendo. Si sono presentati pronti alla sfida dell'utonomia. Noi dobbiamo recuperare e pensiamo che si può fare con la Macro regione”.