Perle di vetrodi Federico Festa

Voto. La scelta di Leo e i numeri per pugnalare il Pd

La parabola di Pizza: chi aveva i numeri per tradirlo favorendo Ciampi

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La notizia è che il Pd, quello di Leo Annunziata, ha scelto di candidare sotto la propria bandiera Luca Cipriano.

L’altra notizia è che il tentennare dell’associazione Controvento ha creato questa condizione: se si fosse aperta sin da subito alla possibilità di essere protagonista e non semplice narratrice, il nome di Generoso Picone (spigoloso e solitario quanto si vuole, ma sempre una persona perbene) sarebbe finito sul tavolo con tutto il peso che poteva rappresentare.

Cipriano avrebbe continuato a “guardarsi attorno”, magari incocciando i favori del centro destra e di Forza Italia, dimostrando tutta la coerenza politica di cui è capace.

Gianluca Festa ha capito tutto e sta preparando qualcosa, tanto che la presentazione delle sue liste (fa circolare la voce che siano quattro) è stata posticipata al prossimo 6 aprile, sempre ore 17, sempre cinema teatro Partenio. Per lui questo è il terzo tentativo, l’ultima spiaggia, un po’ come lo è per il beneventano De Caro: che punta alla sconfitta (l’ennesima) per ufficializzare il ruolo di “minoranza” all’interno del partito e poter rivendicare una nicchia tutta sua. Questo vale la fedeltà di Livio Petitto all’operazione.

Cipriano sarebbe un buon sindaco? La risposta è nei numeri (primo e secondo turno) delle amministrative dello scorso anno e nell’inchiesta della Procura sul Teatro Gesualdo. Liquidiamo subito quest’ultima: Cipriano ne uscirà senza dubbio lindo e pinto come i completini che indossa spesso. Glielo auguriamo, anche se parte della storia puzza. Quindi la recondita possibilità che qualcosa di poco chiaro lo tenga bloccato a un processo c’è. Un sindaco sotto processo e con il predissesto da gestire parte peggio di un’anatra zoppa: sarebbe costretto a dire troppi sì mentre Avellino ha bisogno di scelte nette, dure ma di campo.

La differenza che nei 72 seggi Nello Pizza ha registrato tra il primo e il secondo turno è l’esatta dimensione della perfidia e della predisposizione alla trama doppiogiochista dei cosiddetti “portatori di voti”.

Pizza al primo turno ha vinto a Piazza Garibaldi, Piazza Solimena, Via Piave, Via O. D’Agostino, Viale Italia, Via Roma, Via G. Rotondi, San Tommaso, Via Fontanatetta, Valle, Picarelli, Rione Mazzini, Bellizzi, Contrada Baccanico. Aveva il doppio, spesso il triplo dei voti di Ciampi. E com’è andato disperso un consenso elettorale del genere? Ad Avellino (che non cambia dal dopoguerra) chi, nel giro di 15 giorni, aveva la possibilità di ribaltare tutto questo, il physique du rôl di Ciampi, la sua verve dialettica, la sua visione del futuro copincollata da qualche altro programma?

No, certo che no. Avellino non è mai stata percorsa da furia grillina.

 I numeri sono numeri: su 72 sezioni il Pd è stato battuto 15 volte da Luca Cipriano. Consensi certi, sicuramente schierati. Pure orientabili? Per la matematica solo quanto bastava per il ribaltone.

Gianluca Festa il passo indietro l’aveva fatto prima, non presentandosi come sindaco.

Ecco la domanda che Leo Annunziata dovrebbe porsi: ad Avellino chi ha tradito chi?

Nel dubbio, giusto mettersi in casa un possibile congiurato?