Perle di vetroil commento di Federico Festa

Il valore delle radici, il peso dei colori

Staccare la spina non avrebbe ucciso il calcio

il valore delle radici il peso dei colori

I colori. La maglia. L'attaccamento. L'identità. La passione. Nessuno ne nega il peso, il valore. In alcuni ambienti e per un ristretto numero di persone rappresentano l'unica possibilità di far parte di un gruppo e comprendere la lezione dell'amicizia, della solidarietà: binari irrinunciabili per una vita che punta alla direzione giusta. È lo spirito sportivo preso dalla parte sbagliata il problema, quando i colori diventano un modo per cercare differenze, la maglia per creare sette impermeabili, l'attaccamento per scavare solchi tra noi e gli “altri”, trasformando l'identità in appartenenza e la passione in una miccia violenta.
Proporre di staccare la spina alla squadra di calcio per un tifoso vero certo che è una bestemmia. Eppure, cosa c'è di consolatorio nel sapere che lo scorso anno non si è ripartiti dalla terza categoria e si è stati inseriti in un girone “raccomandato” della serie D grazie agli auspici di un Presidente federale pro tempore? E' sport passare sulla testa di altre squadre? E che onore c'è nel seguire una maglia che tutti gli altri già sanno essere destinata al traguardo finale, così come è avvenuto?
Staccare la spina significa lasciarsi alle spalle tutto questo e riaffidarsi al territorio, a quello che di sano riuscirebbe a ricrearsi: il San Tommaso ne è una valida testimonianza, ma prima ci sono stati Cervinara, Ariano e Calitri, realtà che l'onore biancoverde ha tenuto ai margini per inseguire il sogno (o l'illusione) dei palcoscenici blasonati.
Non auguriamo il male di nessuno (tenetevi pure D'Agostino), ma Avellino sarà più consapevole e matura quando l'aula consiliare sarà presa d'assalto da giovani che chiedono di non rinunciare alle proprie radici piuttosto che tenere in vita i propri colori.