Quello di Ester Andreola, del liceo Artistico Menna, sarà un esercizio di comunicazione solitaria. Un trappista battersi il petto ogni mattina, magari davanti a uno specchio, per ricordarsi di essere una dirigente e di dover tenere alto il buon nome della scuola.
Sarà che ci si abitua a tutto, anche a starsene muti davanti a una quinta che sa di vecchio, di sgarrupato, mentre dentro la vita brulica e si studia cosa fare del proprio talento.
Ci saranno sicuramente decine di circolari e di pec, spedite a Annabella Attanasio, dirigente provinciale dell'ufficio scolastico, a Michele Strianese, presidente della Provincia, mail di protesta, mail con richieste, mail con proteste per le richieste: dalla “buona scuola” lanciata da Renzi in poi ogni istituto ha avuto la sua chance di rilancio logistico, strutturale. Sicuramente i progetti saranno stati presentati e i soldi si saranno inceppati da qualche parte, in qualche ufficio del ministero: progetti per evitare le infiltrazioni nei bagni, eliminando secchi e stracci, progetti per scongiurare la caduta di calcinacci dai tetti: la testa degli studenti andrebbe aiutata a funzionare, senza rischiare di romperla.
Sicuramente a tutto, sulla carta, è stato posto rimedio.
Ma non trovare un artigiano che sappia rimontare un vetro e che tolga dalla vista di tutti i giorni nastro isolante e busta per la spazzatura da una finestra, questo è dolorosa sciatteria cara dottoressa Ester Andreola, dirigente del Sabatini-Menna.
Quella finestra imbustata e dimenticata la inchioda a una indecorosa indifferenza gestionale, lei che ha due collaboratori diretti (Rumma, Russoniello), tre referenti di sede (Matonti, Quattrucci, Pessolano) e due responsabili per la sicurezza (Risi, Petrone) proprio non può permettersi di offrire agli studenti uno spettacolo tanto indegno.
Ma c'è di più e di ancor più grave.
E lei, dottoressa Ester Andreola, a questa domanda dovrebbe rispondere per via ufficiale e non a noi ma ai comitati dei genitori che, da regolamento, lei e i suoi collaboratori incontrate per parlare della scuola: è vero o è falso che una parte dell'attigua (ex) chiesa dei Salesiani è inagibile e incombe con pericolosità sull'Istituto che lei dirige?
In questa città già pronta allo sfavillio delle Luci e del Natale, dove ogni strada racconta quale magia possa creare un talento artistico, ritrovarsi con un Liceo a questo dedicato in condizioni tanto disastrose meriterebbe un'alzata generale di forconi, separando lo scannatoio organizzato per i turisti dalle cose serie, lasciando a una finestra il ruolo di finestra. Magari da dipingere di rosso, per ricordarsi che esiste la vergogna.

