Perle di vetroil commento di Federico Festa

Assunta l'amica? Su colleghi, su sveglia

Mancano coraggio e verità, Avellino è quello che è grazie ai tanti, troppo silenzi

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Quando davanti vedi il disastro, il vuoto di idee, la lacerazione per bande della politica, è in quel momento che uno strumento come l'informazione deve prendere a mordere, avere coraggio. Avellino sta morendo perché nessuno trova la forza di raccontarla a proprio rischio, nonostante tutto.

E' troppo facile nascondersi. E' troppo facile aspettare che la magistratura apra tutti i suoi cassetti per poi mettersi a ruota. Così le cose cambiano nel modo sbagliato, perché le randellate dei magistrati del pubblico ministero seguono la logica del codice penale, che è una verità senza virgole e accenti.

Assunta l'amica? Cinque giorni dopo? Perché c'è l'inchiesta? E il coraggio dove sta? E il lavoro del giornalista che fine ha fatto?

Dietro quel concorso c'è un sistema, un mondo che si è mosso per anni nel silenzio generale. Le amiche sono la punta di un iceberg, poi ci sono le figlie, le nipoti, i parenti e gli amici. E ci sono anche altre cose, altri sistemi che andrebbero portati alla luce.

Noi, qui, ad Avellino, il giorno che veniva detta la prima verità sull'Asl, abbiamo consentito a De Luca di santificare chi, di quel sistema, è magna pars, perno principale, motore interessato. Essere tramiti va bene, ma un minimo di visione critica sulle cose andrebbe sempre esercitato, altrimenti basterebbero registratori acefali e qualche ufficio stampa.

Quindi colleghi, su coraggio, su sveglia.