Salerno, si sa, è una città estremamente passionale, ma che cambia umore con frequenza in base ai risultati. Dopo la sfida col Verona si sognavano i play off, ora si teme addirittura la retrocessione diretta e si invita la società ad esonerare l'allenatore ed intervenire sul mercato inserendo in lista qualche svincolato. In passato è capitato spesso che i calciatori più forti e rappresentativi siano stati messi incomprensibilmente in discussione: è capitato ai bomber Di Vaio e Di Michele, ad Arturo Di Napoli (aggredito in presenza della madre), lo stesso si può dire di Lotito e Mezzaroma, come se Salerno avesse improvvisamente dimenticato i due fallimenti nel giro di 5 anni e l'epoca degli stipendi non pagati e dei punti di penalizzazione. Stessa sorte è toccata appena un anno fa a Denilson Gabionetta, fischiato per aver giocato male nella seconda parte del girone d'andata, ma protagonista assoluto della salvezza della Salernitana grazie ad una partenza strepitosa che gli valse l'interesse di club di categoria superiore.
Spulciando social network e siti internet, notiamo che qualcuno sta puntando il dito ormai da svariate settimane contro Alessandro Rosina sostenendo che, tatticamente, sia un "problema per la Salernitana, forse gli farebbe bene un po' di panchina". Riteniamo, al contrario, che, in una squadra tecnicamente non eccelsa, sia un delitto mettere in discussione un professionista esemplare ed un giocatore che può e deve fare la differenza. Il problema non è Rosina o i voti bassi in pagella beccati nelle ultime settimane, quanto l'obbligo da parte del tecnico di metterlo in condizione di sfruttare in pieno il suo enorme bagaglio tecnico. Come? Schierandolo nella metà campo avversaria a ridosso delle punte e non a 50 metri dalla porta, quando deve sfiancarsi in un utile, ma stancante lavoro in fase di non possesso.
Chiariamoci: dare le colpe soltanto a Sannino è un errore, tocca al calciatore dimostrare di essere ancora devastante per questa categoria a cospetto di qualunque avversario. Tuttavia se non hai svolto regolarmente la preparazione estiva per le note vicende di mercato e ti ritrovi a recuperare il pallone da terzino sinistro è inevitabile che perdi brillantezza con il passare dei minuti. La partenza di Rosina era stata decisamente incoraggiante. A La Spezia, l'ex Catania ha giocato da trequartista e non a caso è arrivato un gol importante condito da altre giocate da applausi, con Verona e Vicenza la squadra ha iniziato a costruire occasioni di rilievo quando Rosina si è svincolato da obblighi di natura tattica svariando su tutto il fronte offensivo, poi un progressivo calo e l'alternanza tra giocate di classe ed errori imperdonabili per un atleta del suo livello. Il fantasista non può essere e mai sarà un problema per questa Salernitana, l'importante è che Sannino ed il suo staff non snaturino le sue caratteristiche in nome di moduli, schemi ed alchimie tattiche. Sono i bravi giocatori che determinano i risultati e Rosina è uno di questi...
Gaetano Ferraiuolo
