Punita oltre i propri reali demeriti, la Salernitana incassa un'altra sconfitta esterna e torna a casa con zero punti dalla trasferta di Cittadella penalizzata anche dalla severa espulsione di Tuia nel momento cruciale della partita. I granata, tuttavia, hanno sbagliato ancora una volta l'approccio alla gara permettendo all'avversario di varcare con facilità la metà campo e subendo due gol assolutamente evitabili: nel primo caso la solita e clamorosa disattenzione individuale (stavolta è toccato a Perico, ma anche Terracciano non è esente da colpe) nel secondo un piazzamento totalmente sbagliato della difesa, troppo lenta a rientrare dopo un calcio d'angolo a favore e incapace di contrastare l'azione personale dello scatenato Litteri. Tante le note negative di una giornata da dimenticare e che consegna agli archivi una Salernitana in piena zona play out, brutta per almeno un'ora, ma anche sfortunata: tra pali, traverse, torti arbitrali e miracoli dei portieri, la formazione di Lotito e Mezzaroma non riesce ad esprimere in pieno un potenziale innegabile e degno di ben altre posizioni di classifica.
La partita. Sannino, ancora una volta, ha accantonato il 4-3-1-2 rinunciando ad Alfredo Donnarumma e affidandosi ad una formazione molto equilibrata. Terracciano tra i pali, difesa a tre con Perico, Bernardini e Tuia, sulle corsie laterali Improta e Vitale a sostegno del trittico di mediani composto da Busellato, Della Rocca e Odjer e con Rosina al fianco di Coda in attacco. Il Cittadella, reduce dalla bella vittoria interna con il Latina, ha risposto con il tandem Litteri-Arrighini e con un 4-4-2 molto aggressivo in fase di non possesso. L'approccio, come detto, è stato alquanto soft, contraddistinto da tanti lanci lunghi, da posizioni sbagliate in campo e da una manovra lenta e prevedibile, complice anche le condizioni del terreno di gioco, appesantito dalla pioggia. Dopo pochi minuti primo svarione difensivo: Vitale ha perso palla sulla sinistra, Tuia si è fatto infilare come un novellino e Arrighini si è inserito benissimo scodellando un traversone perfetto per Litteri, determinante una chiusura in diagonale del generosissimo Busellato.
La Salernitana, come sempre, ha faticato nella costruzione del gioco pagando l'assenza in mezzo al campo di un centrocampista bravo a dettare i tempi della manovra e a trasformare immediatamente l'azione da difensiva ad offensiva. Odjer e Improta, soprattutto nei primi 20 minuti, non sono riusciti ad entrare in partita: il ghanese è stato saltato con inconsueta facilità, l'ex Genoa si abbassava troppo sulla linea difensiva trasformandosi, a tratti, in un vero e proprio terzino destro. La posizione degli attaccanti sarà argomento di discussione anche nella prossima settimana; Rosina, abulico e poco incisivo, ha vagato per tutto il campo a caccia di palloni giocabili, Coda ha sgomitato con la difesa del Cittadella senza ricevere adeguata assistenza dagli esterni. Sull'unico cross di un certo livello, l'ex centravanti del Parma ha impattato benissimo con il pallone imbattendosi nel primo miracolo di un insuperabile Alfonso. Poco dopo l'episodio chiave della gara: fallo ingenuo di Tuia a metà campo, secondo giallo e regolamento applicato alla lettera. In quel momento Sannino ha preferito lasciare tutto com'era, passando al 4-4-1 e chiedendo ad Improta di scalare sulla corsia di destra per aiutare la difesa. Non sarebbe stato più opportuno inserire subito Mantovani senza snaturare le caratteristiche di un esterno di grande gamba e che dà il meglio di sè quando spinge? La controprova non ci sarà mai, i fatti dicono che la Salernitana ha preso immediatamente gol per un'incomprensione tra Terracciano e Perico, una carambola fortuita che ha favorito il tap-in di Litteri.
Nella ripresa dentro Mantovani, fuori Odjer, altra scelta discutibile: sotto di un gol e di un uomo, si poteva riproporre Laverone garantendo maggiore spinta sulla destra, invece è stato riconfermato un Perico in evidente giornata no e poco attento anche in occasione del raddoppio. Nella circostanza, Litteri ha avuto troppo tempo per stoppare, guardare il portiere, prendere la mira e calciare a rete, una disattenzione incredibile che ha denotato mancanza di cattiveria e concentrazione. Paradossalmente, la Salernitana ha iniziato a dominare proprio quando la gara era virtualmente chiusa, in concomitanza con l'ingresso in campo di Alfredo Donnarumma e l'avanzamento di Rosina nel ruolo di trequartista. Da uno spunto dell'ex Catania (l'unico nelle ultime 5 giornate) è nata una ghiotta occasione per riaprire il match, Alfonso ha detto di no con l'ennesimo miracolo di giornata. 25 minuti di totale predominio territoriale non sono bastati per rimettersi in carreggiata: a Cittadella arriva una sconfitta che fa male, non propriamente meritata, scaturita anche dall'espulsione di Tuia e da una serie di scelte tecniche discutibili. Al momento Sannino non si tocca, ma i numeri sono quasi tutti contro il tecnico di Ottaviano.
Gaetano Ferraiuolo
