Incarbona: "Il calcio di una volta era più passionale"

Il doppio ex ricorda i suoi trascorsi in maglia granata e il grande "Ago", suo compagno di squadra

Salerno.  

Bruno Incarbona è doppio ex di Salernitana e Ternana: 62 presenze e 8 gol con i campani tra il 1988 ed il 1990 (fu uno dei protagonisti della storica promozione in B conseguita dopo un quarto di secolo), 31 presenze e 2 gol con gli umbri nell’anno successivo. Lo abbiamo intervistato telefonicamente in vista della partita di domenica all’Arechi.

Cosa ricorda dell’esperienza di Terni?

“Vissi momenti speciali. Lì venne concepita mia figlia. Ero reduce dalla promozione conseguita con la Salernitana. Trovai una tifoseria calda, paragonabile per passione ad una piazza del Sud, dalla quale fui accolto calorosamente e messo a proprio agio per rendere al massimo delle mie potenzialità”.

Che campionato fu e come mai passò dalla Salernitana alla Ternana?

“Disputammo un torneo più che discreto, concludendo al quarto/quinto posto in classifica. Scelsi di andare a giocare in Umbria perché ritrovai fra i rossoverdi diversi ex calciatori della Salernitana, nonché ex compagni di squadra, come Sciannimanico, Cozzella, Crialesi e Renzi. Inoltre, la presenza di mister Tobia, ex Salernitana e con il quale centrai la promozione in B col Barletta nel 1986-87, fu un altro aspetto che mi convinse ad accettare il trasferimento da Salerno. Il legame con la piazza campana non si interruppe, però, dato che a Terni venne creata una Salernitana-bis”.

Cosa le viene in mente se le dico 3 giugno 1990?

“Una data scolpita nella mia mente. Centrammo una storica promozione contro il Taranto, in un Vestuti che poteva davvero essere assimilato ad “una fossa dei leoni”.

Cosa ha significato per lei essere stato compagno di squadra di Agostino di Bartolomei?

“Agostino era una persona fantastica fuori dal rettangolo verde. Le sue qualità tecnico-tattiche erano indiscutibili, così come lo spessore umano che lo contraddistingueva. Avevo il piacere di viaggiare spesso con lui nei fine settimana dopo le partite disputate. Personalmente ritengo che difficilmente ci siano nel calcio moderno personalità del suo carisma”.

Con quali ex compagni di squadra alla Salernitana è rimasto in contatto? Che rapporti aveva con il presidente Soglia e con il mister Ansaloni?

“Mi sento ancora con Di Sarno e Battara. Con quest’ultimo un po’ di meno da quando è andato in India, conseguentemente all’interruzione del rapporto di collaborazione tecnica con Mancini al Manchester City. Il presidente Soglia era una persona straordinaria ed il nostro primo tifoso. Presidenti così non ce ne sono più nel calcio attuale: personalmente ritengo sia fondamentale che il proprietario di un club sia del posto. Ansaloni era chiuso e poco espansivo: avevamo un mero rapporto di lavoro, incentrato sul reciproco rispetto”.

Quando si rese conto che la squadra avrebbe potuto centrare qualcosa di eccezionale?

“Dopo il girone di andata. La nostra forza era la coesione nel gruppo e l’unione di intenti: tutti remavamo nella stessa direzione. Poi le qualità tecniche dei vari Donatelli, Lucchetti e Di Bartolomei fecero la differenza”.

Qual è il gol più bello segnato in maglia granata?

“In casa al Vestuti contro il Palermo: sinistro al volo su cross dalla destra e segnai a Taglialatela, che successivamente militò nel Napoli e nella Fiorentina. Fu una rete particolare in quanto andai a bersaglio contro la squadra della mia città, nella quale andai a giocare dopo l’esperienza di Terni. Feci tanti gol a Salerno, specie nel campionato 1988-89, per la posizione da me occupata: sulla fascia sinistra avevo possibilità di inserimento e riuscivo a farmi notare in zona gol”.

Che differenze riscontra tra il calcio di oggi e quello in cui lei ha giocato?

“Quello di oggi è un calcio diverso, meno passionale rispetto a quello dell’epoca mia. Prima i calciatori erano più attaccati alla maglia, senza togliere nulla a chi sta giocando adesso. Tutte le squadre erano forti, non si sapeva mai quale potesse essere la società capace di vincere. Ora ci sono già gerarchie predefinite. Tecnicamente il livello era molto più alto”.

Cosa pensa della Salernitana e della Ternana di oggi? Pronostico per domenica?

“Non mi aspettavo una Salernitana così in basso in classifica. Credevo che i granata avrebbero occupato la zona playoff. La Ternana ha oggettivamente qualcosa in meno rispetto ai campani. La serie B è un torneo strano e lungo. Domenica vorrei che non si facesse male nessuna delle due squadre nelle quali ho giocato: in generale, mi auguro che la Salernitana possa risalire la china”.

Corrado Barbarisi