Intervenuto nel corso della trasmissione “Granatissimi”, il doppio ex Claudio Ferrarese ha risposto con entusiasmo alle domande dei tifosi:
Cosa ricordi della presentazione al Vestuti del 2004?
“Quella serata è stata bellissima, c'era un entusiasmo incredibile da parte della città. Una presentazione in grande stile in presenza di calciatori di altissimo livello e di una società che non ci faceva mancare nulla, eravamo indubbiamente una squadra molto competitiva e ricorderò per sempre le emozioni che mi regalò il pubblico di Salerno. Capimmo subito quanto fosse prestigiosa questa piazza”
Come mai Borgobello non riuscì a fare la differenza?
“Lo conobbi a Terni, credetemi: era un bomber di livello assoluto che purtroppo arrivò a Salerno in condizioni fisiche non buone. Non è riuscito a dimostrare quanto fosse bravo e questa cosa mi dispiace ancora oggi, ma in serie B ce ne sono stati pochi di centravanti così determinanti”.
Che differenze hai riscontrato tra l'esperienza di Napoli e quella di Salerno?
“Sono stato bene in entrambe le città, devo essere sincero. A Napoli ci sono molte più pressioni rispetto a Salerno, piazza che resta nel mio cuore perchè ho vissuto un anno incredibile e ricco di soddisfazioni. Per parecchi di noi è stato un trampolino di lancio, firmammo successivamente per altri club di serie A: io, per esempio, andai a Cagliari, ma sarei rimasto a vita se non ci fosse stato il successivo e inaspettato fallimento. Differenze? A Salerno puoi vivere con tranquillità la città, le amicizie e il rapporto con la tifoseria, a Napoli si fa molta più fatica”.
Vitale ha detto di recente che l'Arechi incide più del San Paolo...
“Sono due tipologie di stadi differenti, due catini infuocati che danno una grande spinta alla squadra di casa. Peccato che l'Arechi abbia una curva totalmente chiusa al pubblico”
Si poteva fare qualcosina in più rispetto alla salvezza ottenuta contro l'Ascoli nel 2005?
“Quella squadra fu costruita per obiettivi importanti, ad un certo punto della stagione eravamo settimi in classifica e Gregucci aveva dato alla squadra organizzazione e mentalità, cosa che non era accaduta in precedenza. Potevamo fare molto di più, purtroppo le cose sono andate diversamente e se penso al fallimento mi viene ancora da piangere. Sarei rimasto altri 4-5 anni a Salerno, penso che Aliberti sia stata una persona importante per tutti quanti noi e si poteva aprire un ciclo vincente”
Dove collocheresti Rosina?
“Ha giocato con me a Torino, lo conosco bene e in questa categoria può giocare dappertutto, anche come mezz'ala o esterno nel 4-3-3. Dipende molto dalla condizione fisica, ma un giocatore di questo livello non può essere un problema ”
Ricordi più belli e più brutti dell'avventura a Salerno?
“Il più bello indubbiamente il gol con il Catania davanti a 30mila persone: vincemmo 1-0 ed avevo la fascia da capitano. Il più brutto il ritiro con Ammazzalorso, quando dovemmo tornare a casa perchè ci dissero che la Salernitana non si era iscritta al campionato”
Un pronostico?
“1 fisso, non ci sono dubbi. Salerno resta nel mio cuore”
Gaetano Ferraiuolo
